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Il cardinal Bagnasco agli adulti-adolescenti: “Non basta essere se stessi, bisogna essere persone”

Durante le celebrazioni per la Madonna della Guardia al santuario sul monte Figogna

Genova. “Pace alle vostre famiglie, pace e sicurezza per il vostro lavoro, pace alla nostra amata città”. E’ questo l’augurio che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di
Genova e presidente dei vescovi europei, ha rivolto all’inizio dell’omelia pronunciata questa mattina in occasione della solennità della Madonna della Guardia, durante la messa celebrata nel santuario sul monte Figogna.

Bagnasco ha detto che “l’uomo moderno, quanto più domina il mondo, tanto più sembra perdere se stesso; inebriato dalle sue possibilità, appare sempre più debole ed esposto al potere di altri”. Invece, “perdere se stesso, non riconoscersi, è il grande rischio dell’uomo d’oggi”. Per il cardinale “voler essere se stessi è giusto, ma non basta, potrebbe essere solo un infantile bastian contrario oppure un insopportabile narcisista; invece è necessario cogliere la verità del proprio essere persona prima che il proprio io”.

Il cardinale ha quindi affermato che “non e’ sufficiente avere un nome e degli affetti, prestigio e potere, lavoro e casa, per essere qualcuno: tutto cià ha valore, ma è insufficiente per darci un volto”. Per l’arcivescovo, infatti, “c’è un’identità di superficie, e c’e’ un’identità interiore che dipende da ciò che abita nella nostra anima. Lì dobbiamo trovare i lineamenti che disegnano il volto e non una maschera: ideali spirituali, valori morali, la capacità di amare senza pretese, il desiderio di verità anche quando si scontra con ciò che ci conviene. Il volto vero e bello appare quando abbiamo il desiderio non di essere importanti, ma di essere utili, non la smania del successo ma la coscienza di vivere con onestà e impegno”.