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Gronda e viadotto Polcevera, per il dopo Toninelli l’opzione Delrio tra qualche ombra e quella “proroga” scomoda ad Autostrade

L'ex ministro è in pole position per le Infrastrutture in caso di governo M5S - Pd, un "grande operista" agli antipodi con il less is more pentastellato

Genova. Nel caso vada in porto la soluzione alla crisi di governo impostata sull’inedita alleanza M5S e Pd, uno dei nomi che circola con maggiore insistenza per il ministero delle Infrastrutture e Trasporti è quello di Graziano Delrio. Il capogruppo dei Dem alla Camera ha già rivestito questo ruolo a lungo, dal 2015 al 2018. E, in maniera più o meno obliqua, ha avuto a che fare con due tematiche caldissime e legate fra loro da un elemento: Autostrade. Queste due tematiche sono la gronda di ponente e il ponte Morandi.

Graziano Delrio, in tema di grandi opere, è probabilmente agli antipodi del suo predecessore, Danilo Toninelli. Delrio ha sempre parlato della gronda come dell’opera più grande tra quelle che potrebbero partire in Italia, ha lavorato con l’Ue per riuscire a fare approvare il piano d’investimenti del Paese in tal senso. Sempre dall’Ue si è fatto dare l’ok a una eventuale proroga delle concessioni del tratto ad Autostrade dal 2038 al 2042 se Aspi avesse concorso a realizzare l’infrastruttura. Una proroga – anche se Delrio ha sempre preferito chiamarla “impegno concordato” – che oggi suona più scomoda che mai, visto che parte del futuro – eventuale – governo è ancora del tutto decisa a revocare quelle concessioni e a farlo prima che poi.

L’altra questione che ha già visto Graziano Delrio dover gestire un certo imbarazzo è quella legata alle informazioni giunte al ministero sulle condizioni di ponte Morandi. Delrio, insieme ad Antonio Di Pietro, è stato anche sentito come persona informata dei fatti dai pm della procura di Genova. Perché nel febbraio 2018 – poco prima che si andasse a nuove elezioni – era stato il comitato tecnico del Mit a dare il via libera al progetto di retrofitting sugli stralli del Morandi, progetto da cui si evinceva che lo stato del ponte era pessimo. Delrio ha sempre affermato di non esser stato a conoscenza di quel progetto. “I progetti rimangono a livello della direzione di vigilanza quindi su queste cose non potevo fornire alcun chiarimento”, aveva affermato. Non solo, per ben due volte – nel 2015 e nel 2016 il senatore di Scelta Civica Maurizio Rossi, editore genovese, aveva presentato un’interrogazione sulle condizioni del viadotto Polcevera. Interrogazioni rimaste senza risposta,

Nell’inchiesta sono indagati alcuni dirigenti del ministero delle Infrastrutture: Vincenzo Cinelli, capo della direzione generale del Mit, il precedessore Mauro Coletta e Bruno Santoro, dirigente. Indagati, si ricorderà, anche Antonio Brencich, ex membro della commissione ispettiva del Mit sul crollo del Ponte Morandi, da cui si era dimesso, come Mario Servetto e Roberto Ferrazza.