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Genova “capitale virtuale” delle grandi opere, se partissero tutte non avremmo più disoccupati in edilizia

Genova.  “Se a Genova si facessero tutte le opere che sono previste non solo non avremmo più disoccupati nel settore delle costruzioni, ma saremmo costretti a cercare mano d’opera da fuori”. Federico Pezzoli, il segretario di Fillea Cgil,  che rappresenta i lavoratori dell’edilizia lancia una sorta di provocazione spiegando che, sulla carta, il capoluogo ligure è quello con il maggior numero di cantieri che si potrebbero aprire.

Si tratta, però, del “mondo dei se” in cui, purtroppo, nulla è ancora definito. E se per il ponte i lavori sono avviati, anche se fino a oggi le maestranze arrivano sopratutto da fuori, spiega Pezzoli, visto che si tratta di lavoratori molto specializzati, per gli altri cantieri, le certezze sono ancora poche. “Potenzialmente però, Genova è l’ombelico italiano delle grandi opere – sottolinea Pezzoli – visto che abbiamo il Terzo Valico, ma sono pronti a partire anche i lavori per la nuova diga e per il ribaltamento a mare di Fincantieri,

A preoccupare maggiormente, visto il dibattito degli ultimi giorni, resta la costruzione della Gronda. “Purtroppo è arrivata una doccia gelata da Roma – spiega – su quest’opera che attendiamo da ormai trent’anni. Sono tre decenni che parla della bretella, si era concluso il percorso con gli espropri e sembravamo ormai arrivati al dunque. Adesso auspichiamo che il nuovo governo c’è si andrà a formare qualsiasi essa sia, dia l’avvio a un’opera fondamentale per la nostra città, per la viabilità, per le ricadute occupazionali, per il rilancio della nostra economia, per il porto e il turismo”

Positiva, invece, la situazione del Terzo Valico, per il quale è stata fatta valere la clausola sociale che permetterà di far rientrare tutti i lavoratori. “Adesso siamo nel passaggio di consegne – spiega Pezzoli – dopo che a fine giugno erano state licenziate tutte le maestranze, circa 300 persone. Ora stiamo assistendo al rientro, a scaglioni, nella nuova società, la Pavimental, che ha già reintegrato 200 lavoratori e, a settembre, dovrebbe completare il piano di riassunzioni previsto dalla clausola sociale. Molti sono lavoratori trasferisti ma almeno un terzo arrivano dal nostro territorio”.

Sempre nelle prossime settimane dovrebbe concludersi il ragionamento su un’altra grande incompiuta del nostro territorio, che preoccupa ancora, e che è il nodo ferroviario di Genova, e a settembre si aprirà anche il confronto con il consorzio “per Genova” che coordina i lavori. “In questo caso tratteremo alcune tematiche rilevanti per chi già lavora nel cantiere – prosegue Pezzoli – come i turni e i rientri a casa per i trasferisti, ma pensiamo di riuscire anche a far entrare mano d’opera genovese nel cantiere”.