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Rinvio

Fondi Lega, sentenza rinviata dopo la ricusazione dei giudici da parte di Belsito. Il pg: “Confermare condanne”

La prescrizione è sospesa. Se le condanne saranno confermate il sequestro di 49 milioni diventerà confisca

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Genova. Non sarà oggi la sentenza della corte di Cassazione per Umberto Bossi e Francesco Belsito, rispettivamente ex segretario ed è tesoriere del Carroccio.

La corte ha dovuto formalizzare l’istanza di ricusazione, avanzata dall’ex tesoriere Francesco Belsito Al termine del dibattimento non ci sarà camera di consiglio, poiché un altro collegio della Cassazione dovrà pronunciarsi preliminarmente sulla ricusazione. In questi casi – spiegano i difensori degli imputati – le istanze delle parti sospendono la prescrizione, che contrariamente sarebbe scattata l’8 agosto.

Dopo la sospensione ha parlato il Pg Marco Dall`Olio che ha chiesto di confermare in via definitiva le condanne per truffa allo Stato sui rimborsi elettorali per l`ex leader della Lega Umberto Bossi e per Francesco Belsito, ex tesoriere del partito.

Lo scorso novembre la corte di appello di Genova condanno` Bossi a un anno e 10 mesi di reclusione e inflisse a Belsito una condanna pari a 3 anni e 9 mesi, riducendo lievemente le pene pronunciate dal giudice di primo grado

Dopo la condanna i magistrati genovesi avevano chiesto e ottenuto – dopo un lungo tira e molla di ricorsi e contro ricorsi – il sequestro preventivo di 49 milioni di euro dai conti del partito.

Alla fine gli avvocati di Salvini hanno ottenuto un accordo con la procura che prevede la riparazione del debito in rata spalmate su un’ottantina d’anni.

I sequestri resteranno validi solo se la condanna di Bossi e Belsito sarà confermata in Cassazione, mentre un eventuale prescrizione non incide sui sequestri

Sempre rispetto ai fondi della Lega a Genova è aperto da tempo un nuovo fronte di inchiesta: secondo la Procura e la guardia di finanza infatti i “successori” di Bossi alla guida del Carroccio hanno tolto dalle casse del partito quei soldi ripartendoli su diversi fondi esteri proprio per aggirare i provvedimenti della magistratura.