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Codice rosso, dalla Procura un vademecum a polizia e carabinieri sull’ascolto delle vittime degli abusi

Nel 2018 in provincia di Genova quasi 800 casi tra stalking, maltrattamenti e violenze

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Genova. Trecentocinquanta casi di maltrattamenti in famiglia e trecentoventi tra stalking e violenza sessuale. Tanti sono i fascicoli aperti dalla Procura di Genova lo scorso anno che per trattarli ha creato un nucleo specializzato di pm, cosiddetto ‘gruppo fasce deboli’ e utilizza personale della polizia giudiziaria altrettanto specializzato, in particolare la terza sezione della squadra mobile, un’aliquota ah hoc all’interno del nucleo investigativo dell’arma, e il nucleo di pg della procura che si occupa delle fasce deboli.

A tutti loro oggi il procuratore Franco Cozzi, nel giorno dell’entrata in vigore del Codice Rosso (la nuova legge a tutela delle donne vittime di violenze che introduce fra l’altro nuove ipotesi di reato come il revenge porn, la condivisione di video privati in rete), ha inviato una direttiva con le regole da seguire comprensiva di un decalogo e di uno schema di domande in modo da uniformare il più possibile la fase di ascolto delle vittime che con la nuova legge devono essere sentite entro tre giorni.

Il vademecum elenca tutta una serie di elementi che devono essere presi in considerazione, dallo stato emotivo della vittima, alle condizioni fisiche che vanno descritte per capire se è riportato lesioni, all’utilizzo di un codice con cui è possibile valutare la probabilità di reiterazione del reato e di un suo aggravamento: “Sono domande – spiega Cozzi – mirate a capire se la vittima è stata stata minacciata con un arma, se gli episodi nell’ultimo periodo si sono moltiplicati, se è mesi stata minacciata di morte, se è violentemente geloso”.

Di fatto, quindi, se in alcuni casi il pubblico ministero potrà chiedere di sentire direttamente la vittima, in molti di questi per velocizzare la procedura sarà la stessa pg a raccogliere la denuncia seguendo la traccia fornita dalla Procura.

Ad occuparsi delle prime attività sarà il pm di turno delegato agli Atti urgenti, coadiuvato dal pm degli incombenti, per poi coordinarsi con i pm del gruppo fasce deboli. La procura di Genova ha al momento cinque sostituti procuratori specializzati sulle fasce deboli invece che sei come la stessa procura aveva disposto: “Come ho detto anche al ministro Bonafede spiega il procuratore, in questo momento su un organico di 30 sostituti e con due di loro che si occupano esclusivamente di ponte Morandi ne abbiamo di fatto solo 25”