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I numeri

Cani e vacanze, diminuiscono abbandoni ma crescono ‘rinunce di proprietà’. I corsi per volontari del canile di Monte Contessa

Sono sempre più le persone che quando il cane cresce non riescono più a gestirlo, affidandolo quindi al canile

canile monte contessa 20 dicembre

“Quest’estate abbiamo avuto meno abbandoni, e quindi meno cani ritrovati a vagare senza microchip, ma rispetto allo scorso anno, la vera novità è quella delle richieste di rinuncia”. Gilda Guardascione, presidente dell’associazione UNA, che gestisce il canile di Monte Contessa, sulle alture di Sestri Ponente, delinea un quadro non troppo semplice della situazione sul territorio genovese.

Nel corso dell’estate, infatti, tra adozioni e nuovi arrivi, la struttura ha visto un aumento di circa 30 unità e, attualmente, ha raggiunto una capienza di 140 cani. I ritrovamenti, spesso, riguardano cucciolate, lasciate sulle alture della città o nell’immediato entroterra, ma anche cani anziani, o malati, che diventa difficile dare in adozione.

“la vera novità di quest’anno, purtroppo, è quello delle rinuncia di proprietà – spiega Guardascione – e ne abbiamo ogni giorno. Sono cani con il microchip che non riescono più a essere gestiti. Generalmente si tratta di persone che hanno preso il cane da cuccioli e poi, per impegni lavorativi o per l’entrata in famiglia di nuovi componenti, come un compagno o un bambino, non si riesce più a trovare l’equilibrio. E quindi chiedono l’ingresso in canile”.

Si tratta principalmente di cani di razza meticcia, mix maremmani o pitbull, animali che vanno dai 20 ai 40 kg. “L’aumento di richieste di accoglienza è stato consistente – prosegue – e in estate, da giugno ad agosto, abbiamo avuto una capienza di 140 cani mentre in inverno ne abbiamo circa 110. Calcolando le adozioni, quindi, possiamo stimare una trentina di ingressi al mese, tra animali vaganti e rinuncia di proprietà”.

Per evitare che questo fenomeno possa assumere una dimensione preoccupante, quindi, la struttura ha iniziato a lavorare sulle modalità di adozione. “Non basta vedere un foto su internet per adottare un cane – spiega – e noi stiamo adottando un protocollo. Non è che una persona viene in canile e adotta un cane, cosa che tra l’altro non è mai successa, ma facciamo un percorso pre adozione. Andiamo a casa per verificare se è idonea, parliamo con i componenti della famiglia e, se la situazione è adeguata iniziamo l’inserimento”.

Per fare questo tipo di attività ma non solo, servono quindi volontari che siano formati adeguatamente e, per questo motivo, il 31 agosto si terrà un corso base. “Servono persone che possano portare i cani a fare delle passeggiate – continua – ma servono anche competenze adeguate. In canile arrivano cani che, magari, non sono abitati al contesto urbano e non sanno salire su una macchina, oppure addirittura che non sono mai usciti da un appartamento, non sanno fare le scale e non conoscono il mondo esterno”.

“Cerchiamo aiuto da parte di volontari, per dare aiuto ai cani ospiti o a quelli che da tanti anni sono in canile, e quindi, ogni due mesi, teniamo questo tipo di corsi. Sono volontari che si possono occupare di molte cose, dalla vestito e delle adozioni a quella dei tantissimi eventi che facciamo per portare a conoscenza la città della nostra esistenza”.

Oggi, infatti la struttura è conosciuta tanto che, ogni week end arrivano almeno un a cinquantina di persone a visitarlo. A chi chiede di avviare l’adozione, però, viene dato sempre lo stesso consiglio, quello di affidarsi a strutture in gradi di accompagnarli in questo percorso. “Ci sono diverse strutture oltre alla nostra – conclude Guardascione – che si occupano d adozioni. Affidatevi a persone competenti, fatevi seguire e, sopratutto, valutate attentamente se avete le possibilità, sia economiche che di tempo, per poter fare entrare un altro membro della famiglia”.