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Bogliasco 1951, il presidente Mirko Prandini: “Patrimonio da non disperdere, senza eguali in Italia”

"Spero, e ne sono convinto, che questa volta non verrò lasciato solo da chi mi ha garantito il suo appoggio"

Bogliasco. Mirko Prandini, sette mesi dopo aver comunicato la sua decisione di cedere, cancella la sua amarezza passata e riparte alla presidenza del Bogliasco in vista della nuova stagione. Dopo aver ritirato le dimissioni, fa il punto della situazione con una lettera aperta. Ecco le sue parole.

“A seguito del ritrovato clima di compattezza emerso in tutte le sue componenti nel corso dell’ultimo consiglio societario del Bogliasco 1951, il sottoscritto comunica la propria volontà di riprendere in mano fin da subito la gestione della società biancazzurra“.

“Grazie al supporto della Federazione Italiana Nuoto e del Comune di Bogliasco, oltre che all’impegno concreto e condiviso da parte di tutti i suoi consiglieri (Simone Canepa, Luca Di Donna, Gianni Fossati, Gianluca Mauceri, Luca Pastorino, Maurizio Puccio, Enrico Scala, Daniela Tasso), il sottoscritto si dice convinto di poter rilanciare la società, garantendone stabilità e prosperità in tutti i suoi aspetti, non solo sportivi, salvaguardando al contempo le professionalità di ogni ordine e grado che ruotano attorno alla Gianni Vassallo”.

La società tende inoltre la mano all’ingresso di ulteriori nuovi soci in grado di sostenerci per il bene futuro del glorioso Bogliasco 1951. Un sodalizio che anche nelle difficoltà è in grado di recitare il ruolo da protagonista che storicamente gli appartiene nel panorama sportivo nazionale. A tal proposito approfitto dell’occasione per esprimere le mie congratulazioni alle ragazze dell’Under 17, capaci ancora una volta di portare più in alto di tutte la nostra bandiera. Brave a loro e al tecnico Mario Sinatra”.

“Se ho deciso di ritornare stabilmente a capo del Bogliasco, mettendoci nuovamente la faccia e rimboccandomi le maniche, è anche e soprattutto per non disperdere un patrimonio come questo, che non ha eguali in Italia. Spero, e ne sono convinto, che questa volta non verrò lasciato solo da chi mi ha garantito il suo appoggio non solo morale ma anche materiale“.