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Aeroporto, sfuma il sogno di New York ma per Parigi si pensa al raddoppio con il low cost

Genova. L’ipotesi di un volo diretto verso New York, come auspicato dal Sindaco di Genova, Marco Bucci, forse resterà una suggestione, mancano i numeri per riuscire a creare un collegamento di questo tipo, ma l’aeroporto Cristoforo Colombo si prepara, comunque, a mettere in atto tutte le proprie capacità di sviluppo per potenziare la presenza delle compagnie che fanno base a Genova, trovare nuovi vettori e recuperare le rotte che, anche negli ultimi mesi, hanno lasciato lo scalo.

Sotto la lente, infatti, il collegamento per Parigi, che ha visto un disimpegno nei confronti dello scalo genovese da parte di Air France, che, dal prossimo autunno, dimezzerà i collegamenti riducendo da due a uno gli arei impiegati sulla tratta tra la capitale francese e il capoluogo ligure. “Quello è un dato sicuramente preoccupante – spiega il presidente  dell’Aeroporto di Genova, Paolo Odone – ma le cause vanno ricercate in una serie di motivi, a partire dal calo dell’interesse dei genovesi sull’hub Parigi, visto che abbiamo aggiunto altri nodi internazionali come Francoforte, Monaco, Amsterdam e la stessa Atene, che permettono di collegare il capoluogo ligure con il resto del mondo”.

A rendere meno interessante la capitale francese, però,ci sono anche altri fatti, secondo Odone, dal rischio terrorismo degli scorsi anni, al calo di attrattivitá di Eurodisney, fino ai rapporti inaspriti tra i governi. “La nostra reazione alla soppressione di un volo di linea di Air France è quella di una ricerca, già da subito, di una compagnia low cost che possa servire questa destinazione. Pensiamo a una soluzione che possa esser anche economica, costare meno di 100 euro rispetto ai 300 di quello di linea, e che possa riportare a viaggiare su quella rotta. Da una difficoltà cerchiamo di tirarne fuori un’opportunità”.

Situazione differente invece, per New York, che sembra destinato a restare un sogno nel cassetto.  “Avere un volo diretto su New York farebbe certamente piacere – spiega il presidente  dell’Aeroporto di Genova, Paolo Odone – anche perché siamo tutti legati alla nostra città e vorremmo che fosse internazionale. Indubbiamente, però, abbiamo un limite, che è rappresentato dalla situazione demografica e dal fatto che la popolazione è diminuita in maniera impressionante. E anche la città, dopo quanto accaduto tra alluvioni e crollo del ponte, economicamente ansima un po’”.

Certo è che dalla tragedia di ponte Morandi è arrivato anche nuovo ossigeno per il Cristoforo Colombo. Fondi che permetteranno, finalmente, l’ampliamento dello scalo per adeguarlo al forte aumento di passeggeri. “Quello che possiamo dire è che la buona volontà che ci abbiamo messo tutti ha fatto si che il governo abbia capito – spiega Odone – e abbia stanziato, nel decreto Genova, i finanziamenti per poter far partire già questo autunno, l’espansione dell’Aeroporto, che permetterà di adeguare gli spazi all’aumento dei passeggeri”.