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“Vogliono i nostri figli tutti omosessuali”, bufera sul tweet del cultural manager Gregorini

Post cancellato ma il Pd chiede le dimissioni e anche l'Arcigay non l'ha presa bene

Genova. “Vogliono i nostri figli tutti omosessuali, vogliono i nostri paesi islamizzati, pilotano la magistrature”. Non si capisce di chi stia parlando, Maurizio Gregorini, “cultural manager” del Comune di Genova, ma il suo tweet – prontamente cancellato una volta emersa la polemica – non hai toni che dovrebbero essere propri di un “manager della cultura”.

Tanto che il consigliere comunale genovese del Pd Alessandro terrile, e altre forze dell’opposizione, ora chiedono a Gregorini di dimettersi – autonomamente – per evitare che gli venga chiesto dalla sua assessore di riferimento, Barbara Grosso, o dal sindaco di Genova. Cosa che immaginiamo non accadrà.

Terrile scrive su Facebook: “Poca importa se si riferisca alle forze di sinistra, alle demoplutocrazie, alle lobby giudaico massoniche, ce n’è abbastanza perché un civil servant tragga le conseguenze dell’incompatibilità del suo pensiero con il ruolo pubblico che ricopre. Poco importa che dopo qualche minuto abbia cancellato il post discriminatorio e zeppo di insulti beceri. Gregorini si dimetta, prima che l’assessore Grosso o il sindaco Bucci lo caccino da Cultural Manager della sesta città d’Italia”.

Generica

Gregorini ha “spiegato” il tweet derubricandolo a sfogo sui social. Uno sfogo nato, non si sa in che forma, dopo uno scontro di opinioni sul caso Sea Watch. Ha anche spiegato di non essere omofobo e di non avere mai avuto intenzione di offendere gli omosessuali.

Missione incompiuta. Questa mattina anche l’Arcigay si è scagliata contro il tweet. “Questo post dal sapore complottista (già cancellato) non ha niente a che fare con la cultura, ma è la risposta al bisogno di trovare dei capri espiatori su cui scaricare la rabbia e la frustrazione di quello che non si è riusciti e non si riesce a fare, elencando tutte le minoranze come causa dei mali presenti e futuri. Chiediamo al Sindaco Marco Bucci, che in occasione del Liguria Pride 2019 ha dato segni di apertura nei confronti della comunità LGBT, di rimuovere dal suo incarico Maurizio Gregorini”.

Questo episodio si aggiunge a quanto pubblicato giorni fa su Facebook dal Consigliere Francesco Maresca, con un testo e un’immagine che generano confusione su cosa siano l’orientamento sessuale e l’identità di genere, ricorda Arcigay: “Occhio ad esagerare troppo con la parola libertà, attenzione a riempirsi troppo la bocca con parole come “progresso” , “apertura mentale” … Non vorrei che per inseguire determinati valori cadessimo nel baratro opposto, con il rischio di morire definitivamente travolti dalla nostra stessa “libertà” . Di medio evo ce n’è già stato uno…”. E Arcigay non ha ancora visto lo scambio su Twitter avuto da Gregorini con Selvaggia Lucarelli.

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Potrebbe tranquillamente essere materiale per una nuova polemica social.