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Nomine al Carlo Felice, Pirondini si presenta “senza invito” alla riunione dal sindaco: “Bucci voleva tenermi fuori”

Il primo cittadino avrebbe minacciato di chiamare la polizia locael. Dopo qualche minuto il consigliere pentastellato è stato ammesso all'incontro

Genova. “Sono chiuso fuori dalla porta, il sindaco ha chiesto l’intervento polizia municipale per farmi uscire dal suo ufficio”. Lo scrive questa mattina su Facebook Luca Pirondini, consigliere comunale del M5S e maestro d’orchestra, nominato su indicazione del ministro (M5S) Bonisoli nel consiglio d’indirizzo del teatro. Stamani si svolge una riunione del consiglio d’indirizzo, appunto, ma nei giorni scorsi, nonostante ripetuti solleciti, a Pirondini non è arrivata la convocazione.

Egli si è comunque presentato davanti alla porta dell’ufficio del sindaco. Ma la porta è rimasta chiusa. Almeno per un po’.

“Il presidente della Fondazione Teatro Carlo Felice, Marco Bucci, ha chiesto l’intervento della Polizia municipale per farmi uscire dal suo ufficio nel quale si tiene il Consiglio di indirizzo del Teatro Carlo Felice. In questo momento, mentre si tiene il Consiglio, io sono chiuso fuori dalla porta”, ha denunciato Pirondini. Questo il post sul profilo Facebook.

Nei giorni scorsi anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Cultura Ilaria Cavo si erano scagliati contro la nomina di Pirondini, parlando di “non opportunità” e di conflitti d’interesse. Ancora ieri mattina lo stesso sindaco Bucci, parlando di nomine, aveva fatto qualche battuta sarcastica con chiari riferimenti all’ingresso di Pirondini nel consiglio di indirizzo (incarico, lo ricordiamo, a titolo gratuito).

Intorno alle 9e30, dopo qualche minuto – dopo che sul social network, in molti, suggerivano a Luca Pirondini di chiamare a sua volta i carabinieri – il pentastellato è entrato nell’ufficio. Da Tursi spiegano che da prassi, in base al concetto di “ratifica”, in caso di una nuova nomina il componente viene fatto entrare alla riunione successiva a quella per cui ha avuto la nomina stessa, o durante la riunione ma dopo che il presidente ne ha dato comunicazione agli altri membri, che si devono esprimere.