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No ai tagli al settore, sì alle grandi opere: ecco i perché dello sciopero del trasporto pubblico del 24 luglio

La protesta interesserà anche il settore aereo, ma il 26 luglio

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Genova. Chiedere certezze sulle grandi opere infrastrutturali ma anche opporsi a un calo dei trasferimenti di circa due milioni di euro per il trasporto pubblico locale che, in Liguria, potrebbe provocare un taglio dei servizi o un aumento delle tariffe ferroviarie e su gomma.

Sono queste le motivazioni dello sciopero generale dei trasporti, che si terrà il 24 luglio a esclusione di quelli aerei, che sono stati posticipati al 26 per le regole sui servizi minimi garantiti, e che prevede anche un presidi in prefettura.

“Le rivendicazioni nazionali sono quelle di una protesta contro il governo, per una assenza di confronto e di regole generali – spiega Laura Andrei, segretario Generale di Filt Cgil Liguria – ma assistiamo anche a un paradosso perché il governo taglia 58 milioni dal fondo nazionale trasporti, e quindi dai servizi, per garantire la detrazione fiscale degli abbonamenti al trasporto pubblico locale”.

A questi temi, però, si aggiungono anche altre rivendicazioni che interessano la Liguria, come quelli legati allo sblocco delle infrastrutture , necessarie per “Rimettere in moto il paese“, come recita lo slogan della mobilitazione. “Noi continuiamo a chiedere risposte sulle infrastrutture – sottolinea Giovanni Ciacciò coordinatore regionale Uiltrasporti – e siamo preoccupati dalle notizie che arrivano. La nostra regione gira intorno al porto e se non si fanno le opere necessarie a collegarlo con il resto d’Europa rischiamo di perdere traffici e lavoro”.

Servono quindi certezze su Terzo Valico e Gronda, fondamentali per togliere dalla città il traffico pesante, circa 2 mila camion al giorno. ma anche opere come lo sblocco del nodo ferroviario di Genova, il raddoppio della Genova-Ventimiglia, lo sblocco della Pontremolese, la Savona Torino, in vista dell’apertura della piattaforma di Vado.

“I nostri colleghi, ma anche le aziende stesse da troppo tempo aspettano risposte – spiega Mauro Scognamillo, segretario Regionale di Fit Cisl – le infrastrutture sono bloccate, le notizie che abbiamo sono contrastanti e non abbiamo un confronto con il governo. Servono risposte e devono essere mantenuti gli impegni”.