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Nel carcere di Pontedecimo una detenuta cambierà sesso e per il sindacato della penitenziaria è un problema

Il comunicato della Uil fa notare le difficoltà logistiche e di organico

Genova. Una detenuta del carcere femminile di Genova Pontedecimo ha chiesto e ottenuto, come da suo diritto, di iniziare la pratica psicologica, medica e burocratica per cambiare sesso. Un caso particolare ma non così raro, ma che – secondo il sindacato di polizia penitenziaria – costituisce un grave problema.

La detenuta, infatti, dovrà essere portata per almeno 12 volte all’Asl di Torino per alcuni colloqui psicologo-clinici prima della successiva visita endocrinologica ma questo significa che “uomini e donne della polizia penitenziaria saranno impegnati da Genova a Torino per ben 12 volte, solo per iniziare, in pieno piano ferie, in carenza di organico, senza ore di straordinario pagate, senza anticipo delle missioni, per un calendario psicologico e per la volontà di una detenuta di cambiare sesso , quando la stessa poteva essere assegnata in un istituto nei pressi dell’Ospedale di Torino, risparmiando straordinario, mezzi e missioni” dice Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Polizia Penitenziaria.

La donna, in carcere con fine pena al 2022 per reati di furto, evasione e resistenza era stata assegnata da Torino a Genova Pontedecimo per motivi di ordine e sicurezza. La Uil parla di “palesi errori dell’amministrazione penitenziaria, che incidono fortemente sui carichi di lavoro”.