Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Navi delle armi, stasera al Cap assemblea pubblica con la testimonianza di una richiedente asilo yemenita

Intanto l'11 luglio arriverà a Genova una nuova nave della flotta saudita Bahri. Ci saranno armi a bordo?

Più informazioni su

Genova. “Che cosa passa per i nostri porti?”. La domanda sarà al centro questa sera di un’assemblea pubblica che si terrà presso il Cap di via Albertazzi. L’assemblea, organizzata dal collettivo autonomo lavoratori portuali, prevede la partecipazione e l’intervento di una richiedente asilo yemenita.

La guerra in Yemen infatti che negli ultimi 3 anni e mezzo ha provocato oltre 10 mila morti e 22 milioni di persone in stato di bisogno, è uno dei conflitti alimentati dalle navi della flotta Bahri dell’Arabia Saudita. già in due occasioni i portuali genovesi sono riusciti a bloccare il carico di generatori militari destinati ai sauditi: i gruppi elettrogeni sono rimasti per un mese in porto prima di essere trasferiti a Roma, ma i portuali sanno che si tratta di una goccia nel mare. “Discutiamo assieme di come proseguire la lotta” spiegano nel manifesto che convoca l’assemblea di stasera che vede la partecipazione del giornalista Roberto Roggero. L’appuntamento è alle 20.30. Intanto l’arrivo di un’altra nave della flotta Bahri, la Jeddah, è previsto a Genova per giovedì 11 luglio.

Il Calp in una nota ha ricordato come il parlamento italiano nelle scorse settimane “ha votato una mozione con cui si impegna a far rispettare “rigorosamente” la legge italiana che vieta il commercio e il transito di armamenti a paesi in guerra, con particolare riferimento ad Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, impegnati nel conflitto in Yemen”.

“Immaginiamo quindi che l’Autorità di sistema portuale, la Capitaneria di porto e il Prefetto si siano già premurate di verificare che la Bahri Jeddah, prevista in arrivo a Genova – dice la nota – non abbia a bordo armamenti “destinati a paesi in guerra”, magari imbarcati a Wilmington, Nord Carolina, e destinati a Jeddah, Arabia Saudita, quindi a tutti gli effetti armi in “transito”. O no?”