Operazione nevischio

“Narcos” sotto scacco, sequestrata in porto a Genova mezza tonnellata di cocaina nascosta tra il caffè

Guardia di finanza e Dogane hanno scoperto il carico, proveniente dalla Colombia e diretto a Napoli: la droga avrebbe fruttato 200 milioni di euro

Genova. 538 chili di cocaina distribuiti in 19 borsoni, nascosti in un container pieno di caffè proveniente dalla Colombia e destinato a Napoli, sono stati trovati in porto a Genova.

A mettere a segno l’ennesimo colpo al narcotraffico internazionale è stata la guardia di finanza, insieme al nucleo antifrode dell’agenzia delle Dogane. A livello internazionale hanno collaborato all’operazione le autorità francesi.

“Complimenti alla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della procura della Repubblica di Genova, all’Agenzia delle dogane e monopoli e alla Guardia di finanza. Nessuna tolleranza per narcotrafficanti e mafie”, ha commentato il ministro dell’interno Matteo Salvini.

L’operazione denominata “Nevischio” è nata da un’intensa attività di monitoraggio dei flussi commerciali marittimi che interessano l’hub portuale di Genova, scenario, negli ultimi tempi, di ingenti sequestri di droga (basti pensare a quello avvenuto a gennaio, con oltre 2 tonnellate di “coca” sequestrate, il più grande sequestro di questo stupefacente mai effettuato in Italia).

Lo stupefacente sequestrato a questo giro, una volta sul mercato, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali oltre 200 milioni di euro. La droga sequestrata, stivata dietro un carico di copertura costituito da diverse tonnellate di caffè, si trovava all’interno di un container partito da Cartagena (Colombia) a bordo di una nave mercantile battente bandiera liberiana; una volta giunto a Genova, il contenitore con lo stupefacente sarebbe poi stato imbarcato su un’altra portacontainer diretta a Napoli.

Giunta nel porto del capoluogo campano, probabilmente la cocaina sarebbe stata scaricata da organizzazioni criminali per essere tagliata e quindi immessa sul mercato.

Lo stupefacente apparteneva a cartelli colombiani di narcotrafficanti che si avvalgono di contatti in numerosi porti europei presso i quali vengono effettuate le spedizioni di stupefacenti.