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“Lenin fuera!”, comunità ecuadoriana protesta in piazza: “Corrupto y traidor de nuestro pueblo”

Sotto accusa la riforma del lavoro che starebbe "svendendo i lavoratori alla grande finanza americana"

Genova. Una trentina di componenti della nutrita comunità ecuadoriana genovese ha protestato questo pomeriggio contro l’attuale presidente Lenin Moreno, reo di stare “tradendo il popolo ecuadoriano, svendendo il paese alla finanza internazionale”

Il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno, succeduto a Rafael Correa, dopo due anni di mandato ha, infatti, inaugurato una stagione di consolidamento delle relazioni con Washington e con fortissime privatizzazioni hanno fatto girare la politica economica del paese verso politiche liberiste in assoluta antitesi con il socialismo di Correa.

In ultimo la drastica riforma del lavoro, che starebbe imponendo forti tagli alla assistenza e precarizzando i contratti, in conformità con i dettami della grande finanza mondiale. Recentemente è tornato alle cronaca mondiale con la vicenda internazionale che ha coinvolto l’Ecuador per l’estradizione di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che ottenne rifugio nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, il 19 giugno 2012.

“Una traditore corrotto del nostro popolo – raccontano – che sta svendendo il nostro paese alla grande finanza predatrice impoverendo i lavoratori e cancellando anni di politiche progressiste. Il nostro futuro non è l’alleanza con gli Stati Uniti ma con gli altri popoli dell’America Latina”