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Lavoro, percepisce reddito cittadinanza ma lavora in nero in pizzeria. Partito procedimento penale

Potrebbe essere accusato di truffa aggravata ai danni dello stato, con pene fino ai 6 anni di carcere

Genova. Tra i lavoratori in nero uno di loro percepiva il reddito di cittadinanza, e per questo sarà perseguito penalmente. E’ successo due sere fa, a Genova, quando gli ispettori del lavoro hanno scoperto che per un locale di recente apertura 4 su 5 lavoratori erano in nero.

Tra questi anche un cittadino assistito dalla nuova forma assistenziale varata da questo governo: immediata la segnalazione di questa violazione alla sede Inps competente per la conseguente sospensione del sussidio, ferme restando le eventuali responsabilità penali. Sono già tre le fattispecie accertate a Genova dall’entrata a regime del reddito di cittadinanza.

Per questo tipo di reato, oltre alla decadenza immediata del sussidio, si può arrivare all’accusa per truffa aggravata ai danni dello stato, reato che prevede fino a sei anni di carcere.

Si intensificano nel periodo estivo i controlli dell’Ispettorato del lavoro di Genova che evidenziano gravi violazioni da parte di aziende della provincia destinatarie degli accertamenti. Particolare attenzione è stata dedicata ai pubblici esercizi ed al terziario dove l’incidenza del lavoro sommerso è risultata decisamente elevata, specialmente nelle fascia serale e notturna.

Nella stessa serata gli ispettori del lavoro hanno quindi controllato due pizzerie che si avvalevano di personale per le consegne a domicilio dove complessivamente sono stati identificati 9 lavoratori in nero.

Inevitabile il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto la percentuale di lavoratori non regolarizzati a norma di legge superava il 20% di quelli presenti.