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Lagaccio in apnea tra cronica mancanza di parcheggi ed emorragia commerciale eppure arriva un altro supermercato fotogallery

Un discount, dove c'erano una carrozzeria e un parcheggio privato. La soluzione ci sarebbe e si chiama ex Sati ma si potrebbe puntare su una migliore rete di trasporto pubblico

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Genova. A parlare con chi ha un po’ più di memoria il Lagaccio, un tempo, era un quartiere dove i negozi non si contavano. C’erano fotografi e panettieri, vetrine di moda e lavanderie a gettone, bar, rivendite di articoli per la casa, calzolai, pasticcerie, riparatori di tv, persino due signore che vendevano il ghiaccio o il carbone, a seconda delle stagioni. E un cinema, il Mille, poi diventato – come quasi tutti i cinema di quartiere – un supermercato. Vicino al quale, presto, ne sorgerà un altro. Il terzo nel raggio di poche decine di metri. Un discount.

Si tratterà di un punto vendita In’s. Meno di 500 metri quadri di superficie. A due passi da un Carrefour, qualcuno in più da un Ekom, e non poi così distante dalla “storica” Pam. Tutto possibile in base alla normativa sulla liberalizzazione del commercio. Ma il rischio, al Lagaccio, è duplice: quello di una desertificazione delle attività di vicinato in un’area dove i piccoli negozi resistono ancora (ma con qualche sofferenza e 7 chiusure negli ultimi due anni) e quello dell’erosione estrema di spazi per la sosta delle auto.

Perché lo dicono anche alcuni studi di settore (ma basta guardarsi in giro): il Lagaccio è una delle zone di Genova con meno parcheggi in assoluto. Il discount, i cui lavori non sono ancora iniziati, troverà spazio nei locali di una carrozzeria e di un parcheggio privato, dopo che la proprietà ha ceduto i muri al gruppo della grande distribuzione. In consiglio municipale Centro Est il M5S, con Massimiliano Lucente, ha presentato un’interrogazione per valutare che venisse rispettato, da parte di In’s, il parametro dei 10 posti auto minimi e della redazione di un piano di viabilità per poter procedere con la nuova apertura. Ma il presidente del municipio Stefano Carratù ha spiegato che anche su quel fronte non ci sono elementi per stoppare il progetto.

Lagaccio parcheggi e negozi

I tempi che cambiano, ineluttabili, e così la realtà del commercio. E pure il fatto che, quando esisteva il cinema Mille, non tutti possedevano un’auto ma oggi ogni famiglia ne ha una o due. Però esistono alcuni concetti tuttora attuali: la programmazione e la comunicazione. Ed entrambi sembrano venuti meno, nei confronti dei cittadini del Lagaccio.

Questo si traduce nel fatto che, nei prossimi mesi, il quartiere dovrà fare i conti – oltre che con la cronica mancanza di parcheggi – con il passaggio continuo di mezzi legati ai cantieri di: il nuovo supermercato, la ristrutturazione del ponte Don Acciai, il rifacimento del campo da calcio, i lavori per il parco urbano della Gavoglio (che dovranno partire a ottobre). Oltre ai cantieri della rete 5g già in corso. I cittadini però non lo hanno saputo in anticipo. Si troveranno, loro malgrado e magari un po’ a sorpresa, a convivere con le novità.

Le soluzioni? Non cambieranno la vita di chi risiede al Lagaccio, ma ci sono. E sono in casa. Intanto, anche se nel progetto di riqualificazione della caserma Gavoglio non sono previsti parcheggi interni, non è escluso che se ne possano realizzare alcuni a monte della struttura. Tuttavia, la “storia infinita” per cui si cerca un lieto fine da anni è quella della ex rimessa Sati, tra via Ponza e via Ventotene. Inutilizzata come ricovero di bus dagli anni Settanta, in parte diventata parcheggio a pagamento gestito da Genova Parcheggi, presenta problemi strutturali ma potrebbe essere rinforzata e trasformata in spazio per le auto grazie a un project financing pubblico-privato. Il presidente del municipio Carratù dice che “a settembre faremo una riunione con i cittadini per valutare come muoversi”. In passato aveva preso forma una sorta di cooperativa di residenti per tentare di gestire la ex Sati ma il progetto era naufragato.

Lagaccio parcheggi e negozi

Poi c’è un’altra soluzione, più ecosostenibile e contemporanea, che non rincorre l’emergenza parcheggi ma la stronca sul nascere, e passa per un potenziamento dei trasporti pubblici, magari attraverso il sistema di tapis roulants, scale mobili (pensiamo al quartiere del parco Guell a Barcellona), ascensori e funicolari o persino della funivia di cui tanto l’amministrazione Bucci ama parlare. Ma forse si tratta di un film che neppure il cinema Mille potrebbe mai proiettare.