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Ilva, nessun chiarimento sul futuro dal vertice al Mise. Fiom: “E’ come chiacchierare sul Titanic mentre punti dritto contro un iceberg”

"Alla domanda su cosa accadrà il 6 settembre e se l’Ilva avrà un futuro né il governo né l’azienda hanno risposto"

Genova. “E’ come stare sul Titanic a chiacchierare del più e del meno mentre stiamo andando contro un iceberg”. Così il segretario genovese della Fiom descrive l’incontro che si è svolto questo pomeriggio al Mise con il ministro Luigi di Maio e i vertici di Arcelor Mittal.

“Alla domanda su cosa accadrà il 6 settembre e se l’Ilva avrà un futuro né il governo né l’azienda hanno risposto. Si limitano a dire che ci stanno lavorando ma ci tengono fuori da quel tavolo e non ci spiegano come usciremo dall’impasse” spiega il segretario della Fiom con riferimento alla minaccia da parte del gruppo franco indiano di chiudere il 6 settembre lo stabilimento di Taranto se il governo non interverrà per ripristinare in qualche modo lo ‘scudo’ legale per l’azienda nel corso dell’applicazione del piano ambientale.

“E’ una situazione deprimente e pericolosa dove il sindacato è semplice spettatore. Abbiamo parlato della cassa di Taranto, dove fra l’altro azienda ha deciso di non fare passi indietro, ma in questa situazione discutere dell’oggi non ha alcun senso