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Il “silenzio dei motori a due tempi”, dalle associazioni nessun commento all’ipotesi di ordinanza anti-Vespa foto

"Le parole non si commentano, aspettiamo i fatti e, a quel punto vedremo che cosa succede"

Genova. Le parole non si commentano, aspettiamo i fatti e, a quel punto vedremo che cosa succede. Dal mondo delle associazioni dei vespisti genovesi il commento a mezza voce, per adesso, sembra essere quella di non fare dichiarazioni, anche perché per ora non c’è nulla di definito e, sopratutto, nulla di nuovo rispetto a quattro mesi fa quando il tema era tornato di attualità.

A mettere a punto una delibera su questi temi, infatti, erano stati gli uffici dell’assessorato all’ambiente. In quel momento i rappresentanti dei vari vespa club genovesi, senza fare polemiche, avevano richiesto un incontro al Sindaco è alla giunta, per capire gli orientamenti, ma fino a oggi a quanto pare, c’è stato il silenzio più assoluto. Il tema, però, è tornato di stretta attualità, con alcune indiscrezioni di stampa, poi confermate dal Sindaco di Genova, Marco Bucci.

“Nessuno ha nulla contro i motorini – ha spiegato questa mattina Bucci a margine della presentazione della stagione del Carlo Felice – ma il problema è che il motore a due tempi brucia olio e lo immette nell’aria. Questo è il problema grosso che vogliamo eliminare. L’hanno fatto tutti, dobbiamo farlo anche noi per rispettare l’ambiente”.

“Vogliamo adeguarci alle migliori città d’Europa per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente – ha detto -, fare un salto in avanti. Le misure restrittive coinvolgeranno, comunque, solo un’area del centro cittadino. Nessuno dice che non ci devono essere le moto, ma devono essere a quattro tempi. E’ un modo di vivere la mobilità che non deve essere eliminato ma favorito, però con un motore compatibile con l”ambiente”.

Da quello che dice il sindaco, quindi, si confermerebbe l’ipotesi che era emersa ad aprile, ovvero quella di una sorta di zona rossa nella parte centrale della città: “non del centro storico ma del centro”, ha puntualizzato il primo cittadino, entro la quale non potrebbero circolare, nelle ore giornaliere, i mezzi più inquinanti. Le auto a benzina fino a Euro 1, quelle diesel fino a Euro 2 e i motocicli e ciclomotori fino a Euro 1. Tra questi, ovviamente, le tante vespe che sono uno dei mezzi più amati dai genovesi. Una zona, comunque, limitata da strade che potranno essere percorse è che permetteranno alternative a chi vuole muoversi.

Una misura molto simile a quella che era stata annunciata dalla giunta Doria, nel 2016, e che era stata stoppata per le tante polemiche che ne erano emerse, anche da parte di quell’opposizione che oggi governa la città. Anche per questo le associazioni preferiscono aspettare per capire esattamente i termini di questo provvedimento e muoversi, poi, di conseguenza”.