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Gronda, mentre si discute su concessioni, arrivano gli appalti per le “talpe”. Il bando pubblicato sul sito del governo

Sempre meno chiarezza per un'opera il cui impatto cambierà per sempre il volto di molti territori già interessati oggi da grandi cantieri

Genova. Concessioni sì, concessioni no, ma dietro allo scontro politico, nel frattempo, i preparativi per lo scavo della Gronda continuano. Sul sito del governo, infatti, è stato pubblicato il bando di gara per l’assemblaggio e collaudodi due frese scudate modello Hydroshield da utilizzare per lo scavo delle gallerie naturali Monterosso, Amandola e Borgonuovo per l’adeguamento autostradale del progetto denominato ““La Gronda di Genova”.

Il committente è proprio quell’Autostrade per l’Italia, che per una parte del governo, quella pentastellata, è divenuta il public enemy numero uno, fin dalle prime ore post tragedia del Morandi. E proprio il 14 agosto prese il via querelle sulle concessioni: fu lo stesso Luigi Di Maio ha promettere prima di entrare in prefettura a Genova, con ancora i pompieri che cercavano vite sotto le macerie, che Aspi avrebbe visto strappare il proprio contratto di concessione. Parole alle quali, ad oggi, non sono seguiti fatti, ma solo mesi di rilanci, annunci e polemiche.

Nel frattempo, però, i preparativi per la grande opera vanno avanti, e non in maniera trascurabile: stando a quanto scritto sul sito del governo stesso, l’appalto in questione vale 303 milioni di euro. Più di demolizione del Morandi e ricostruzione del viadotto sul Polcevera messe insieme, per avere un confronto rapido.

Ma Gronda e concessioni autostradali, come noto, sono tematiche fortemente intrecciate: la possibilità di declassare il tratto di A10 tra Pra’ e Cornigliano Aeroporto (sì, Ponte Morandi era già escluso dal progetto mesi prima del crollo, come presentato nell’aprile del 2018 “all’insaputa” del sindaco Bucci) era in subordine alla possibilità di Aspi di vedersi rinnovate la concessioni sulla gestione della tratta, per poter rientrare nell’investimento. Ne consegue che la “doppia realtà”, con la volontà del governo, e le promesse, di salutare Autostrade per l’Italia da una parte, ma con importanti bandi e appalti messi nero su bianca dall’altra, restituisce ancora una volta la grande confusione sull’argomento.

Un argomento che però non è poca cosa, visto che ci sono in ballo diversi miliardi di euro ma soprattutto un mega cantiere il cui impatto cambierà la vita di migliaia di perone e i volti di molti territori, a partire dalla stessa Valpolcevera, che per la Gronda dovrebbe vedere nuovi scavi, migliaia di altri camion e la costruzione di uno “slurrydotto” per gestire le rocce piene di amianto (la cui presenza in quantità pericolose è stata già certificata). Cantieri che si andrebbero a sommare a quelli del Morandi, quelli del Terzo Valico e in ultimo le demolizioni di Begato.