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Genova Parcheggi, nel bilancio la sosta rende sempre meno: l’azienda punta sulla gestione di sistemi

Anche a causa del ritorno della tariffazione con frazionamento, l'azienda non cambierà solo nome ma anche mission

Genova. Con la modifica al piano tariffe di BluArea, e la reintroduzione del frazionamento a partire dalla seconda ora, Genova Parcheggi prevede una riduzione di entrate dalla sosta tra i 600 e gli 800 mila euro per il 2019. “Ma, grazie a una buona marginalità a disposizione non dovremmo avere problemi a chiudere il bilancio in attivo” ha detto Santiago Vacca, amministratore unico della società partecipata durante la commissione comunale di oggi.

Una commissione comunale che arriva all’indomani della conferenza stampa con la quale è stato presentato il rebranding di Genova Parcheggi (sarà Smi, servizi metropolitani integrati) e qualche giorno dopo l’annuncio della nuova tariffazione. Quindi una commissione di commento più che di discussione visto che, come spesso accade, i componenti hanno di fatto preso atto di notizie già avute a mezzo stampa.

Ad ogni modo, il cambio di nome e la nuova missione della società avranno luogo nel 2020. Un anno, per Genova Parcheggi-Smi, per puntare su altri servizi oltre alla mera gestione della sosta che, evidentemente, non rende più come un tempo (i ricavi da sosta puri nel 2018 sono stati 1,2 milioni in meno rispetto all’anno precedente).

Già oggi Genova Parcheggi introduce nelle proprie casse i tre milioni di euro della gestione dei flussi delle multe, nelle aree merci e nei posteggi riservati ai disabili, servizio che prima era affidato a esterni. Inoltre sarà Smi a gestire anche ogni aspetto tecnologico dei semafori T-red, i semafori intelligenti come quello appena installato in corso Europa. Il 20% del fatturato, in futuro – nel rispetto della normativa di legge – potrà arrivare da servizi svolti per enti che non sono il Comune di Genova.

Durante la commissione consiliare molti gli interventi dell’opposizione che hanno sottolineato come le politiche dell’amministrazione stiano tendendo a favorire l’uso delle auto private rispetto agli incentivi all’uso dei mezzi pubblici.

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