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Genova: 90 morti nel primo picco di caldo nonostante tutte le misure di prevenzione ormai rodate

Grazie alla donazione di Occupy Albaro, 30 condizionatori per le persone più fragili in val Polcevera

Genova. L’interrogazione del Pd ieri in consiglio comunale sulla situazione delle salme in attesa di cremazione a Staglieno (circa 200 sistemate in luoghi non idonei e non ventilati anche a causa della manutenzione del forno), ha consentito di certificare ufficialmente il “prezzo” pagato dalla città di Genova durante il picco del caldo tra fine giugno e inizio luglio: 90 morti in più rispetto all’anno scorso ha detto l’assessore Matteo Campora. Un numero importante, considerato che sono stati solo due i giorni di “allerta arancione”, ossia il grado sotto quella massima per quanto riguarda il rischio caldo.

La notizia forse è passata sotto traccia, ma dovrebbe essere motivo di preoccupazione anche per la politica, in una città e una regione che, ormai è risaputo, sono le più vecchie d’Italia.

La Regione, come ogni anno dal 2003, l’anno più terribile dal punto di vista delle ondate prolungate di calore (erano stati 143 in soli tre giorni), ha diffuso il “piano caldo” anche per il 2019. Il primo consiglio è di consultare il bollettino meteo su www.salute.gov.it, selezionando la città di Genova, per conoscere il livello di rischio della giornata o del periodo. A seconda del livello (0 verde, 1 giallo, 2 arancione, 3 rosso), sono elencati una serie di consigli. Tanto più l’ondata di calore sarà prolungata quanto maggiori saranno gli effetti negativi sulla salute. Sul sito di Alisa presenti anche delle raccomandazioni generali per affrontare il caldo. Regione Liguria inoltre ha pubblicato i 15 consigli per combattere gli effetti sull’organismo delle alte temperature.

L’Asl 3 ha messo in campo ormai una serie di misure rodate (oltre ai consigli online), a partire dall’ambulatorio mobile in piazza de Ferrari, attivo nei giorni feriali da lunedì 1° luglio dalle 15 alle 18, dove si può trovare un punto ristoro con acqua e sosta climatizzata e richiedere al personale sanitario informazioni e suggerimenti utili su come combattere il caldo. L’ambulatorio medico, in accesso diretto, presente a Rivarolo grazie alla collaborazione con la Croce Rosa (via Croce Rosa 2) resta aperto sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 8 alle 20 sino al 30 settembre. Inoltre, grazie a un accordo con Ascom, oltre 300 farmacie aderenti a Federfarma Genova opereranno come veri e propri presidi sul territorio, garantendo supporto e accoglienza ad anziani e fasce deboli.

Il direttore sociosanitario Lorenzo Sampietro, che è anche specializzato in geriatria, ribadisce quanto la prevenzione sia fondamentale. Occorre quindi una comunicazione capillare, non solo online, per raggiungere le persone più fragili e i cosiddetti caregiver, ossia badanti o famigliari. Non è un caso che Asl 3 abbia attivato un corso formativo proprio per le badanti e i custodi sociali del Comune di Genova, figura istituita proprio per fornire interventi di assistenza domiciliare leggera (spesa, disbrigo pratiche e compagnia) a domicilio dall’anziano per mantenerlo autosufficiente e prevenire le situazioni di rischio e di disagio, sorveglianza, supporto, monitoraggio delle situazioni di fragilità.

A inizio estate è stato realizzato, sempre dalla Asl 3, anche un corso per gli operatori delle residenze sanitarie. Nelle rsa sono anche stati distribuiti opuscoli con l’elenco dei rischi. “Bisogna tener conto che non sono solo gli anziani a essere soggetti in difficoltà durante le ondate di caldo – specifica Sampietro – disabili e persone con problemi di salute mentale sono le altre categorie da tenere sotto controllo. Per questo Alisa ha selezionato, tramite degli indicatori di fragilità, i nominativi dei soggetti a rischio, fornendoli a ciascun medico di medicina generale per un monitoraggio e l’accertamento delle condizioni di salute”. Per esempio i diabetici sono persone che dovrebbero stare particolarmente attente: caldo e variazione dell’alimentazione estiva possono creare spesso un saliscendi dei picchi di glucosio che possono determinare episodi più frequenti di ipoglicemia e iperglicemia. 

In caso di allerta arancione o rossa, si attiva una procedura di emergenza che consente ricoveri brevi in rsa per gli anziani con patologie gravi e privi del sostegno famigliare, su segnalazione dei servizi sociali, del distretto sociosanitario o del medico di medicina generale. Il ricovero è a carico della Regione Liguria e solitamente non supera i 10 giorni.

“La stessa procedura – aggiunge Sampietro – è estesa a chi ha avuto un ricovero ospedaliero e viene dimesso proprio nei giorni critici per il caldo. Può decidere se utilizzare il servizio meglio a casa, con la badante a spese della Regione Liguria per un breve periodo, oppure se andare nella rsa”.

Quest’anno, grazie al dono dell’associazione “Occupy Albaro“, in val Polcevera si stanno distribuendo 30 condizionatori alle persone più fragili sempre su segnalazione del personale competente. “Gli studi clinici – spiega Sampietro – hanno evidenziato che basta interrompere per qualche tempo l’esposizione al caldo per evitare conseguenze molto gravi”.