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Fallimento Qui!Group, in Regione sì all’odg a favore dei commercianti danneggiati

Proposto da Pd e Rete a Sinistra e votato anche dalla maggioranza

Genova. È stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul fallimento di Qui!Group presentato dai consiglieri Giovanni Lunardon e Pippo Rossetti (Pd) e Giovanni Pastorino e Francesco Battistini (Rete a Sinistra – Liberamente Liguria), che chiede l’attivazione di due misure a favore dei commercianti danneggiati.

Prima di tutto si chiede alla Regione di farsi garante con i consorzi fidi per l’erogazione di finanziamenti da parte degli istituti di credito. Poi si propone di dotare Filse di un fondo di rotazione che possa erogare somme a tasso agevolato. Su quest’ultimo punto l’assessore Benveduti ha informato il Consiglio dell’attivazione di una linea di finanziamento a favore degli esercizi dediti alla somministrazione di alimenti e bevande per sostenerne la liquidità, che in qualche misura va nella direzione indicata dal nostro ordine del giorno.

“Visto che il nostro ordine del giorno è stato presentato molti mesi fa, crediamo di aver dato un contribuito positivo affinché la Giunta adottasse questa misura – dicono Lunardon e Battistini – Adesso, visto il voto unanime all’odg, ci aspettiamo che anche il secondo obiettivo venga realizzato in tempi brevi e cioè che la Regione offra controgaranzie rispetto ai consorzi fidi, per consentire l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato da parte degli istituti di credito con un importo che si avvicini all’intero ammontare della cifra necessaria alle esigenze dei commercianti danneggiati”.

Il fallimento di Qui!Group – per un totale 325 milioni di euro – oltre ad acver arrecato danni enormi all’occupazione con il licenziamento di circa cento dipendenti soltanto nell’area genovese, coinvolge anche centinaia di esercizi commerciali, che vantano crediti per migliaia di euro, a causa di buoni pasto raccolti e mai saldati.

“Parliamo di 1200 aziende in Liguria e di 25 mila in tutta Italia – proseguono dal centrosinistra – con una media creditizia di 4000-5000 euro ciascuno, fin ad arrivare a picchi di 35 mila euro. Una situazione di grave emergenza su cui crediamo la Regione debba intervenire, con l’obiettivo di fornire un aiuto concreto a queste migliaia di commercianti già provati dalla congiuntura negativa e dalle ripercussioni del crollo del ponte Morandi”.