Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Dia, da inizio anno tre accessi al cantiere del Morandi per verifiche antimafia

Presentati dati II semestre 2018. Mettifogo: "Resta alta attenzione su porto". Triplicati gli incendi dolosi

“L’attenzione sul porto di Genova deve essere innalzata perché lo scalo genovese, insieme in parte a quello di Savona, rappresentano i principali porti di ingresso degli stupefacenti nel nostro paese come dimostrano gli ingenti sequestri di questi anni”. Lo ha detto il colonnello Mario Mettifogo della Dia che questa mattina ha illustrato i dati relativi al secondo semestre 2018.

“Il ruolo del porto – ha detto – si fa ancora più cruciale visto che quando si parla di droga ci troviamo ad affrontare una criminalità liquida, difficile da inserire una categoria specifica e pronta a costruire ogni tipo di alleanze per ottenere i profitti”.

Per la direzione investigativa antimafia tuttavia, le indagini svolte negli ultimi anni hanno evidenziato il ricorso ad atti intimidatori, in particolare incendi dolosi “spesso coincidenti con i tentativi di condizionamento delle amministrazioni locali anche al fine dell’accaparramento di appalti pubblici. Un fenomeno in crescita nella nostra Regione con 47 incendi dolosi accertati nel 2018 contro i 15 dell’anno precedente. All’inizio di quest’anno, anche in forza del ruolo assegnatole dal protocollo firmato in Prefettura per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, la Dia ha emesso un’interdittiva antimafia per un’azienda che aveva ottenuto un subappalto nell’ambito della demolizione arrestando anche due persone.

“I controlli ex post – spiega Mettifogo – consentono di segnalare le situazioni anomale. Nel caso di ponte Morandi, essendo la mole delle imprese coinvolte estremamente importante, è un lavoro complesso. Oltre all’interdittiva, in questi mesi rispetto a ponte Morandi abbiamo effettuato anche tre accessi al cantiere che consistono anzitutto nel fotografare una situazione identificando cose, imprese e persone che si trovano in quel momento in cantiere. Tuttavia il lavoro non finisce in quel momento, ma semmai comincia in quel momento con l’analisi di tutto quanto è stato rinvenuto”