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Dalla Diga di Begato a Quarto Alta, consegnate le prime due case a chi non potrà più abitare il quartiere Diamante

Ad aprile la demolizione del quartiere popolare realizzato negli anni Ottanta. Entro la primavera saranno ricollocati 404 nuclei familiari

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Genova. I mazzi di chiavi sono pronti su un tavolo, unico elemento di arredo nei due appartamenti freschi di intonacatura in via degli Iris 14, zona di Quarto Alta. Maddalena Troiano, dolcissima anziana che ha bisogno delle cure dei suoi familiari e la famiglia Nanetti, padre, madre, due figli giovani e quattro animali, sembrano soddisfatti del cambiamento di vita.

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Dalla cosiddetta “Diga di Begato”, quartiere “difficile” nella periferia della Valpolcevera, a Quarto Alta, altra zona non centrale e di edilizia popolare ma con vista mare, fontane pubbliche e aiuole fiorite. Oggi è avvenuta la consegna dei primi due alloggi nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana del quartiere Diamante.

Alla consegna il presidente della Regione Giovanni Toti, l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, l’assessore alle Politiche abitative del Comune di Genova Pietro Piciocchi e l’amministratore unico di Arte Genova, l’agenzie regionale per l’edilizia, Girolamo Cotena.

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Le ricollocazioni, per ora avvenute in via Degli Iris anche sulla base delle necessità degli inquilini della Diga, proseguiranno nelle prossime settimane: 20 tra luglio e agosto per terminare la consegna di 50 case ogni mese fino a febbraio 2020. “Questa è una giornata simbolo perché è l’inizio dell’applicazione di un piano storico non solo per la città di Genova ma per l’intero Paese – ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – si inverte quella tendenza che per troppi decenni ha visto costruire quartieri ghetto per tornare a un’edilizia popolare che sia invece integrata nel territorio”.

Il trasferimento di 404 nuclei familiari, portato avanti attraverso un laboratorio ascolto attivato a Begato, vede anche la collaborazione dei servizi sociali. La demolizione dei grandi edifici – la Diga Rossa e la Diga Bianca – inizierà il prossimo aprile e durerà 14 mesi.

Saranno smantellati, non con esplosivo ma con l’utilizzo di pinze meccaniche, 486 appartamenti. Una parte del quartiere sarà recuperato e saranno realizzati altri 70 alloggi di nuova generazione. “Abbiamo appartamenti sfitti e centri storici da recuperare – continua Toti – non dobbiamo più consentire l’edificazione e dobbiamo quando possibile iniziare a smantellare quei quartieri dormitorio creati tra gli anni Sessanta e Ottanta per tornare a un’edilizia veramente integrata nella città”. La gara per la demolizione della Diga sarà bandita a ottobre.