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Cristo degli abissi, tutto pronto per il “tributo di fede” 2019. La tradizione che si rinnova foto

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Genova. Il 27 Luglio, ultimo sabato del mese, come vuole la tradizione, a San Fruttuoso di Camogli, ci sarà l’emozionante tributo di fede al Cristo degli Abissi, la statua che si trova a 17 metri di profondità nell’insenatura di Capo Croce, opera dello scultore Guido Galletti.

E’ un’iniziativa giunta alla 65° edizione e promossa dalla parrocchia di San Fruttuoso di Camogli, dal Centro Subacqueo Mediterraneo “Duilio Marcante, dall’ Area Marina Protetta di Portofino, dalla Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici e dal Centro Sportivo Italiano.
Alle 21.30, al suono delle campane, avrà inizio la cerimonia; spenta l’illuminazione elettrica, il borgo rimarrà, in modo davvero suggestivo, al buio.

Dalla piazzetta antistante l’Abbazia partirà una processione con decine di persone che illumineranno la notte con le torce: in testa il sacerdote che, dopo essere giunto sulla spiaggia, salirà su un’imbarcazione e si dirigerà verso la statua. Intorno decine di subacquei e tante canoe a remi con le fiaccole a rischiarare il cielo.

Dopo la benedizione i subacquei rappresentanti di tutti i Corpi dello Stato lanceranno una corona di alloro. Come ogni anno sarà celebrata sulla spiaggia la Santa Messa per ricordare tutti coloro che sono morti in mare e al mare hanno dedicato la vita.

Era il 29 agosto del 1954 quando, per iniziativa di Duilio Marcante, “padre” con Luigi Ferraro della didattica subacquea italiana e fondatore del “Centro Subacqueo Mediterraneo di Nervi”, e di Giacomo Costa, fu posata in mare la statua, alta due metri e mezzo, opera di Guido Galletti che utilizzò, per realizzarla, 260 chilogrammi di bronzo provenienti anche dalla fusione di campane, medaglie ed elementi navali tra cui le eliche di alcuni sommergibili americani.

Piero Costa recentemente scomparso, figlio di Giacomo Costa, aveva consegnato al Centro Sportivo Italiano il prezioso carteggio con la documentazione della realizzazione dell’opera. Grazie alle sorelle, Gabriella e Maria, riuscì anche a rintracciare una piccola copia della statua, sempre realizzata dallo scultore Guido Galletti, che si trovava presso la caserma dei Vigili del Fuoco del Vaticano. Una copia che nel 1964 fu donata a Papa Paolo VI dal CSI nazionale.
Nel corso del 2003 la statua del Cristo degli Abissi, alta 2.50 metri, venne restaurata anche per riattaccarle una mano staccatasi a causa di un’ancora e il 26 giugno del 2004 riprese il suo posto su un nuovo basamento.

“Anima” di questo tributo di fede è da sempre Sauro Genocchio del Centro “Duilio Marcante”.
“Quest’anno è stato organizzato un evento molto significativo e particolare che lega due località lontane fra di loro ma che hanno una cosa meravigliosa in comune. Camogli è conosciuta nel mondo, dal 1954, anche per il Cristo degli Abissi; a Gressoney-La Trinitè c’è il Cristo delle Vette, collocato l’anno dopo, nel 1955, ai 4167 metri della cima Balmenhorn sul massiccio del Monte Rosa in ricordo dei Caduti in guerra”.

Il Cristo delle Vette, 4 metri di altezza fra statua e piedistallo, fu realizzato, utilizzando anche residuati bellici di bronzo, dallo scultore torinese Alfredo Bai, ex partigiano, anche come ex-voto per la guarigione della moglie.

Sabato 27 Luglio alle 11.00 nell’aula consiliare di Camogli il sindaco Francesco Olivari siglerà un “Patto di Amicizia” con il suo collega valdostano per la promozione dei rispettivi territori, uno legato al mare, l’altro alla montagna, anche grazie a questi importanti simboli religiosi.