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Certosa, negozianti e artigiani in fila all’infopoint per i soldi di Autostrade: “Questi li vediamo, gli altri chissà” foto

In via Gaz a Certosa lo sportello per chiedere i contributi della terza tranche accordata da Aspi per chi è stato colpito dal crollo di ponte Morandi

Genova. “Qui tutti dicono che non bisogna accettare i soldi da Autostrade ma appena è uscita la notizia dell’apertura dell’infopoint erano tutti in coda. Alle 23.30 di lunedì eravamo già al numero 24. Perché, anche se ti fanno firmare delle carte, quei soldi li prendi, gli altri non lo sappiamo”. Così un commerciante di Certosa davanti alla scuola Caffaro di via Gaz, dove si trova l’infopoint e lo sportello temporaneo di Autostrade per l’Italia relativo alla terza e ultima tranche di aiuti economici alle attività della zona arancione (Certosa e Sampierdarena).

Un commerciante di Certosa fotografa così la situazione che si è venuta a creare dopo l’apertura dei nuovi termini di rimborso per le imprese danneggiate dal crollo di ponte Morandi.

“Anche io ho preso l’appuntamento – spiega ancora il negoziante, che preferisce non rivelare nome e cognome – e so già che mi daranno un quarto di quanto ho preso la volta scorsa, questa dovrebbe essere l’ultima volta che vengono perché da quello che so ci faranno firmare che coprono fino ad aprile 2020. Certo, sono pochi soldi ma ti paghi due o tre affitti e anche questo serve, anche perché dallo Stato per adesso non abbiamo ancora preso niente. E, quindi, anche se non lo dicono, sono tutti grati ad Autostrade per questi soldi”.

Sì, l’atmosfera è quella di riservatezza. Come se a negozianti e artigiani non andasse di mostrare che si stanno rivolgendo ad Aspi per avere aiuto. Ma tant’è. Anche se, in effetti, i contributi – accordati dopo una lunga trattativa con la struttura commissariale e basati sui mancati guadagni – saranno inferiori rispetto alla prima e alla seconda tranche. “Come se i problemi fossero risolti…” commenta qualcuno.

“Ci sono aspettative, che non sempre vengono accolte – spiega Andrea Geraldi, segretario del comitato Via Fillak e Limitrofe – ma tutti vengono comunque ascoltati e si cerca di soddisfare le richieste. Qui, chi più chi meno, hanno avuto tutti un calo del fatturato attorno al 40%, con punte fino al 70% alcuni da subito e altri nei mesi successivi. Alla fine, anche grazie alla richiesta dei nostri comitati, Autostrade è tornata a dare un nuovo contributo e vedo che tutti, più o meno, vengono rispettati”.