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Autostrade genovesi, continua calo transiti. Ma il trend negativo è precedente a crollo Morandi

Tutte le tratte sono in calo, anche quelle che hanno "sostituito" l'A10 nella attraversamento del nodo di Genova

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Genova. Continua il ridimensionamento dei transiti sulla autostrade genovesi, sempre meno trafficate in termini assoluti, in una situazione che prosegue un trend negativo già consolidato prima che il Morandi crollasse.

A dirlo è Aiscat, Associazione italiana Società Concessionari Autostrade e Trafori, che semestralmente pubblica il report e le statistiche che riguardano tutte le autostrade italiane: le tratte genovesi hanno tutte valori negativi, con riduzioni più o meno marcate.

Vediamo il dettaglio: sulla A7 (tratto tra Genova e Serravalle) il 2018 chiude con un calo complessivo dello 0,4% del rapporto veicolo per chilometro, per l’A12, nel tratto Genova – Sestri Levante si parla di -2,4%, sulla A26, per il tratto Pra’- Alessandria -3,5% e sulla A10 si registra un -4,3%.

Impossibile non pensare ai fatti di agosto e al loro impatto, che sicuramente ha influito sulla viabilità delle nostre strade, ma in realtà rafforzando un contesto già negativo: lo stesso report riferito ai dati del primo semestre del 2018, in una situazione di normalità pre crollo, infatti, registrava un -1,4% per la tratta Genova Savona della A10, un -1,0% della A12, il -1,5 della A7 e il -2,2 della A21. Tutte in calo.

Va notato, quindi, che nonostante la chiusura del tratto interessato al crollo, anche le altre tratte sono in calo: l’A26, l’autostrada alternativa per “saltare” il nodo di Genova di un ipotetico traffico di attraversamento infatti, non ha visto aumentare il suo valore numerico, anzi, lo ha visto precipitare. Come anche l’A6 che ha registrato un -1,1%. Dati che dovrebbero essere inseriti nel dibattito pubblico che questi giorni è tornato ad infiammarsi sulla questione “Gronda”.

In pratica, leggendo i report, si evince una trend di continuo contenimento del traffico sulle tratte genovesi: una realtà che sembra essere discordante con quanto risulterebbe dalle quasi quotidiane code, che si verificavano anche prima del 14 agosto, come tutti i genovesi si ricordano: probabilmente, quindi, a creare problemi non è la quantità chilometrica di disponibilità stradale ma la qualità delle infrastrutture, soprattutto svincoli e raccordi, pensati e realizzati quasi tutto oltre 50 anni fa. Forse è li che sarebbe il caso di intervenire.