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Arcelor Mittal, lunedì i vertici a Cornigliano per parlare di investimenti e sicurezza. La Fiom: “Solo spiccioli”

Per il segretario genovese Manganaro sarà comunque una discussione "monca" in assenza di certezze sul futuro di Taranto

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Genova. Arriveranno a Genova lunedì pomeriggio i vertici di Arcelor Mittal per fare il punto su investimenti, sicurezza e manutenzioni nello stabilimento di Cornigliano. L’incontro è conseguenza dell’accordo firmato a Roma due settimane fa in cui il gruppo, dopo la morte dell’operaio tarantino precipitato insieme alla sua gru e il conseguente sciopero, aveva garantito ai sindacati un punto della situazione caso per caso.

E se Genova non si trova nelle condizioni di Taranto per i sindacati tuttavia gli investimenti sono insufficienti: “Dalle gru da sistemare ai locomotori fermi alla luce delle banchine che spesso manca perché non si sono le lampadine, anche a Genova gli investimenti di Mittal dopo il primo mese non li abbiamo più visti per non parlare di quello principale che riguarda la banda stagnata” dice il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro.

L’incontro di lunedì tuttavia per la Fiom rischia di essere quantomeno interlocutorio per non dire “falsato”: “Arcelor ha dato al 6 settembre la scadenza per chiudere Taranto se il governo non avesse risolto la questione dell’immunità penale, ma nessuno ci ha voluto dire come intendono uscire da questa situazione, tanto più che dopo il sequestro da parte della Procura l’altoforno 2 di Taranto è fermo e nella seconda metà di settembre poter essere definitivamente spento con pesanti ripercussioni sulla produzione”.

Lunedì però si parlerà solo di Genova: “Diremo all’azienda di non parlare di spiccioli visto che gli investimenti su genova sono completamente fermi ma lo faremo con l’enorme incognita sul futuro che tuttavia nelle prossime settimane dovrà essere sciolta”.