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Arcelor Mittal, ferie obbligate per i dipendenti dello stabilimento di Cornigliano

Domani il confronto azienda-governo, il 9 quello con i sindacati. Fiom: "Pronti a lottare per difendere lavoro"

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Genova. A poche ore dal primo confronto tra governo e azienda in seguito alla minaccia da parte di Arcelor Mittal di chiudere lo stabilimento di Taranto a settembre se non verrà ripristinato lo scudo penale nel corso dell’attuazione del piano ambientale, l’azienda ha comunicato alla rsu che a seguito delle decisioni di cassa integrazione prese a Taranto, viene programmato lo smaltimento di tutte le ferie del personale.

Tutti i lavoratori e lavoratrici dal 2 luglio dovranno fare 1 giorno alla settimana di ferie o una settimana al mese.

“A Genova non si fanno investimenti nei vari impianti, non si raggiunge nemmeno l’organico previsto dall’azienda, rimangono ancora in cassa integrazione in Ilva A.S. 260 dipendenti ma si prevede di smaltire le ferie” commenta il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro.

“Tutto ciò mentre si annuncia la chiusura dello stabilimento di Taranto – aggiunge – la Fiom Cgil non è d’accordo e se la situazione si inasprirà si risponderà come si è fatto in tutti questi anni, per difendere il lavoro ed il reddito così come garantito dall’Accordo di Programma di Genova.
Non faremo l’agnello sacrificale fra l’interesse elettorale del Governo ed il profitto di ArcelorMittal”.