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Vasche a 45 metri d’altezza, cumuli smorzanti, vesciche: le tecniche anti-polveri per l’esplosione di Ponte Morandi fotogallery

Le vasche verranno fatte saltare nello stesso istante in cui saranno fatte esplodere le cariche esplosive sopra la pila

Genova. Vasche d’acqua sull’impalcato di Ponte Morandi, cuscinetti di detriti smorzanti, “vesciche” di gomma piene di liquido. Sono alcune delle tecniche che si stanno già mettendo in atto sulle pile 10 e 11 del viadotto, sul versante est, in vista dell’esplosione in programma il 24 aprile.

L’ati dei demolitori sta approntando quindi le opere di mitigazione che sono state testate durante specifiche prove.

Vasche di acqua
Le vasche sono state ricavate dal posizionamento di new jersey sono state posizionate sopra l’impalcato all’altezza di 45 metri, lunghe una ventina di metri per un metro e mezzo di larghezza, avranno una larghezza di ricaduta intorno ai 22 metri, attualmente le vasche sono già cariche d’acqua. I new jersey, posizionati ad un metro e mezzo l’uno dall’altro (per la lunghezza totale di un chilometro e mezzo) sono stati ricoperti da un telo impermeabile per creare le vasche di contenimento dell’acqua.
Le vasche verranno fatte saltare nello stesso istante in cui saranno fatte esplodere le cariche esplosive sopra la pila.

Tecniche mitigazione esplosione ponte Morandi

Cuscinetti smorzanti
Sono in via di completamento i cumuli di detriti, sottostanti le pile 10 e 11 per assorbire le vibrazioni causate dal crollo. I detriti che comporranno cumuli che agiranno come “cuscinetti smorzanti” sono stati acquistati appositamente in quanto necessitano di caratteristiche particolari (capacità di assorbimento di energia cinetica di caduta e impatto al suolo), il materiale, della dimensione di 6-8 centimetri è inerte.

Il tessuto non tessuto.
Al di sotto di questi cumuli è stato posizionato uno strato di separazione costituito da TNT (tessuto non tessuto) per trattenere le acque di caduta, ugualmente il TNT sarà applicato anche sopra ai detriti affinché le poveri siano totalmente contenute.

Le vesciche.
Sono in via di installazione i ponteggi con le reti di protezione e anche le cosiddette “vesciche” piene d’acqua che sono state posizionate sulle “gambe” delle pile, le “vesciche” sono considerate la prima barriera per mitigare le polveri proprio perché applicate in prossimità dei fori da mina dentro ai quali saranno posizionate le cariche esplosive. Si prevede di utilizzarne circa 4000.

Tecniche mitigazione esplosione ponte Morandi

Lo studio che è stato fatto sulla propagazione delle onde si basa sui risultati che erano già stati effettuati in precedenza per sperimentare gli effetti di demolizioni tramite esplosivi. Da questa analisi emerge che le vibrazioni si smorzano prima di raggiungere i fabbricati vicini all’area interessata dal crollo delle pile 10 e 11.

Per controllare la corrispondenza tra quanto progettato e quanto avverrà durante il crollo, saranno posizionati numerosi sismografi che misureranno le velocità effettive delle vibrazioni.

Nei prossimi giorni si procederà con ulteriori attività sempre nell’ambito delle opere di mitigazione.