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Turismo, Genova crolla: -4,2% presenze per primi mesi del 2019. E si ferma anche la Liguria: 44 mila turisti “persi” da gennaio

La Superba registra il risultato peggiore della regione: 36 mila le presenze in meno

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Genova. La locomotiva del turismo si è fermata, soprattutto quella genovese, trascinando di conseguenza tutto il comparto regionale: i primi quattro mesi del 2019 chiudono per Genova con un -4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre per la Liguria i passivo è del 1,5%.

I dati sono stati pubblicati dall’ossevatorio turistico regionale, e sono consultabili a questo link. Tradotto in cifre assolute per Genova significano circa 36 mila presenze in meno, mentre sono circa 18 mila gli arrivi persi. Per presenza si intende il pernotto in città in una qualsiasi struttura ricettiva che “registra”, come obbligatorio per legge, la notte passata in città dal turista: per quanto riguarda Regione Liguria il calo assoluto vede circa 44 mila presenze in meno, contro un aumento degli arrivi di 1170 unità.

I quasi tre milioni di presenze registrate fino ad aprile, in realtà sono 2 mln e 870 mila per i primi quattro mesi del 2019, contro i 2 mln e 923 mila del 2018, con un calo percentuale del 1,5%.

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A calare sono soprattutto i turisti stranieri: circa 30 mila in meno a Genova, e poco più di 60 mila in meno su tutta la Liguria; una perdita non bilanciata dall’aumento, non uniforme, dei turisti italiani, comunque in calo a Genova (di circa 6 mila unità) e leggermente in aumento nella totalità regionale (19 mila in più).

Genova ha la performance peggiore della regione, seguita da Savona, con un calo del 2,6%, un dato che non è tamponato dalla crescita di Imperia (+ 1,5%) e La Spezia (+2,4). Aprile, che quest’anno aveva anche il “pontone” di Pasqua, non ha contribuito a migliorare il bilancio, anzi in termini percentuali rispetto al corrispettivo del 2018, è stato il mese peggiore dei quattro: le presenze a Genova sono state 343 mila quest’anno, contro le 36e mila del 2018, con un calo del 5,2%. Anche aggregando marzo e aprile, dei rispettivi anni, e quindi considerando la Pasqua e i ponti dell’anno scorso, il risultato non cambia con un calo a Genova di 3o mila unità.

Ma quali potrebbero essere le cause? In attesa di avere un dato completo con i prossimi mesi, solitamente molto importanti per il settore, si possono provare a avanzare delle ipotesi: da un lato una stagione meteorologica non proprio “accogliente”, e dell’altro l’onda lunga del post-Morandi. Ma forse c’è qualcos’altro.

Sulla questione del crollo del viadotto, infatti, andrebbero fatte ulteriori considerazioni: se è vero che la tragedia di agosto ha sicuramente impattato sulla viabilità, Genova non è mai stata isolata, con le sue quattro autostrade “di ingresso” operative, oltre alla ferrovia, all’aeroporto, mai in salute come in questi anni, e al porto, “che non si è fermato un’ora“. Insomma, chi voleva e vuole venire a Genova, poteva e può benissimo farlo. Quello che probabilmente stiamo pagando è l’immagine e la percezione che il turista ha della città: forse le politiche messe in campo in questi mesi di marketing territoriale non sono state adeguate o sufficienti. Forse il messaggio che è arrivato è che Genova non è una città meravigliosa come ci piace credere. Sarebbe il caso di chiederselo.