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Spese pazze a Tursi, l’indagine parallela della Procura. Bucci: “Se confermate responsabilità penali auspico dimissioni”

Il sindaco: "Io sono garantista fino al terzo grado di giudizio, saranno loro a dover prendere delle decisioni"

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Genova. Sono anche indagati dalla Procura di Genova a vario titolo per truffa e percezione indebita di beni i consiglieri comunali della legislatura 2013-2017 che ieri hanno ricevuto l’avviso a “dedurre” da parte della Corte dei Conti.

Il numero delle iscrizioni non è ancora chiaro, ma il sostituto procuratore Massimo Terrile ha definito quelli che sono i reati ipotizzati, da una parte truffa ai danni di un ente pubblico, dall’altra “indebita percezione” di erogazioni da parte dello Stato.

Nelle prossime settimane, secondo quanto appreso, saranno formalizzate le iscrizioni e saranno notificati gli avvisi a comparire per alcuni degli indagati che dovranno giustificare i fatti che sono stati attribuiti loro anche dalla Corte dei conti. Visto che in alcuni casi si tratta di spese minime che vanno dall’acquisto di un libro al caricatore dell’ipad, ad alcune pen drive, non è escluso che la Procura decida in alcuni casi di chiedere lei stessa l’archiviario per la “particolare tenuità del fatto”.

Sulle implicazioni penali dell’indagine sulle spese pazze oggi è intervenuto anche il sindaco di Genova Marco Bucci: se fossero accertate responsabilità penali rispetto all’inchiesta della procura di Genova parallela a quella del Corte dei conti sulle cosiddette spese pazze nel Comune di Genova saranno i singoli consiglieri o assessori a prendere delle decisioni, e quindi a dimettersi. E’ quello che auspica il sindaco di Genova Marco Bucci che ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se in caso di condanne penali per i consiglieri e gli assessori attualmente in carica in sala rossa il Comune di Genova prenderà provvedimenti: “Noi siamo garantisti – ha detto il sindaco – e attendiamo il terzo grado di giudizio, ma io penso che saranno i singoli a prendere delle decisioni”