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Sentenza “I Conti di Lavagna”, Libera: “Basta ‘riduzionismo’, presenza ‘ndrangheta in Liguria radicata e diffusa “

Secondo l'associazione il processo dimostra ancora una volta quanto sia profondo il legame tra politica e mafie, anche "a casa nostra"

Genova. “Con la sentenza di primo grado del processo “I conti di Lavagna” viene riconosciuta la presenza della ‘ndrangheta anche nel Levante ligure. Dopo i risultati dei processi “Maglio 3” e “La Svolta”, che avevano certificato la presenza di organizzazioni mafiose nel Ponente e a Genova, un altro tassello dello sforzo investigativo degli inquirenti e della magistratura viene riconosciuto dai giudici.

A dirlo Libera Liguria, che attraverso una nota stampa commenta la sentenza emessa questa mattina dal tribunale di Genova: “Sono numerose le condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati legati agli stupefacenti e alle armi, nonché estorsioni e usura, ma la sentenza descrive anche come nel tempo la ‘ndrangheta abbia trovato complicità con il mondo della politica, dato che due figure di primo piano – una delle quali condannata anche per abuso d’ufficio – sono state condannate per corruzione elettorale con l’aggravante di aver agevolato l’organizzazione mafiosa”.

“In attesa di leggere le motivazioni della sentenza e che si svolgano gli ulteriori gradi del processo, oggi possiamo ribadire – semmai ce ne fosse bisogno – quanto sia ormai errato sostenere tesi riduzioniste o negazioniste rispetto al radicamento del fenomeno mafioso in Liguria. I sequestri di beni avvenuti nei giorni scorsi proprio nel Levante ligure, così come i collegamenti tra ‘ndrangheta e parti della politica, dell’economia e della società evidenziano quanto sia necessaria una maggiore e diffusa consapevolezza”.

Ma non solo cultura e sensibilizzazione, secondo Libera serve un intervento netto e diretto dello Stato: “Segnaliamo l’urgenza di potenziare e coordinare la risposta dello Stato e della comunità a questa minaccia, affiancando alla risposta repressiva, che si va affermando per via giudiziaria, anche una risposta positiva attraverso il ripensamento delle politiche sociali e il rilancio delle iniziative di reimpiego pubblico dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. In questa battaglia Libera non farà mancare il proprio impegno”.