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Ponte Morandi, una camminata di protesta in via Fillak per dire no a polveri e detriti

Mercoledì alle 18 la manifestazione di alcuni "interferiti" e altri cittadini di Campasso e Sampierdarena

Genova. “Ponte nuovo: sì. Polvere e amianto: no. Detriti e inquinanti: no”. Si legge così sul volantino che sta circolando da alcune ore nella zona di Sampierdarena al confine con il cantiere est di ponte Morandi. Una protesta, quella dei cittadini del Campasso insieme ad alcuni degli “interferiti”, che si tradurrà in una camminata in via Fillak, alle 18 di domani, mercoledì 26 giugno.

Proprio poche ore prima della nuova assemblea pubblica con il quartiere che si svolgerà al centro civico Buranello e durante la quale arriveranno tutti gli ultimi chiarimenti sul giorno dell’esplosione.

Ma a preoccupare gli abitanti della zona tra il Campasso e Sampierdarena non c’è solo la fatidica giornata di venerdì 28 giugno. I problemi sono più ampi e riguardano tutto il cantiere, che proseguirà fino alla completa ricostruzione, ma anche il tema dei detriti.

E’ infatti sempre più probabile che il materiale di risulta del Morandi possa essere riutilizzato per le colline del futuro parco urbano e quindi le macerie resteranno in zona. Anche se trattate, bonificate e controllate si tratta dell’ennesimo cumulo non gradito per un quartiere che convive da anni con le montagne di terra dei cantieri del nodo ferroviario.

Non solo. I cittadini già oggi lamentano aria irrespirabile, problemi nell’erogazione idrica, disagi viari. E se qualcuno degli “interferiti” è riuscito a ottenere i fondi di indennizzo, questi fondi non permettono ai più di trasferirsi altrove per evitare i disagi. E ci sono residenti che, magari per qualche metro, non hanno ottenuto neppure un euro.