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Ponte Morandi non c’è più: tra cascate d’acqua l’esplosivo fa crollare le pile 10 e 11 fotogallery

Tra alcune ore verranno raccolti i primi dati utili sulle polveri

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Genova. Ponte Morandi non c’è più. O meglio, le pile 10 e 11 del moncone est del viadotto non sono più integre e in piedi sopra il Campasso ma crollate a terra, adagiate come previsto – almeno in base alle prime rilevazioni a occhio – l’una contro l’altra. Dopo le tre sirene, sentite appena dalla zona a valle del viadotto, alle 9e37 l’esplosione. I ritardi rispetto all’orario previsto, le 9, sono stati legati a un problema di ordine pubblico: due anziani non volevano lasciare la loro casa nonostante si trovassero in zona da evacuare.

demolizione ponte morandi levante

 

Oltre una tonnellata di dinamite ha fatto collassare le due imponenti strutture, oltre 20 mila metri cubi di calcestruzzo e acciaio. Tra pochi minuti inizieranno, salvo imprevisti, le prime rilevazioni relative alle polveri e alle fibre di amianto, sulla base dei monitoraggi che saranno presi nel corso della giornata – il primo dato utile arriverà tre ore dopo l’esplosione – intorno alle 21 le autorità decideranno se far procedere alle 22 con il rientro nella zona rossa.

Il sindaco e commissario Marco Bucci, che ha dichiarato di voler entrare per primo, potrebbe varcare la soglia off limits già nel tardo pomeriggio. Dopo, comunque, aver salutato l’arrivo dei primi pezzi del futuro viadotto arrivati in banchina a Genova dalla Fincantieri di Castellamare di Stabia.