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Ponte Morandi, il ministro Toninelli incontra gli abitanti ai confini della “zona rossa” fotogallery

Al presidio di via Capello dove in questi mesi sono arrivati anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini

Genova. Una visita programmata all’ultimo minuto, alla presenza di diversi esponenti locali del Movimento 5 Stelle, per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli che, questa mattina, ha incontrato il comitato degli abitanti al confine della zona rossa di ponte Morandi, quelli che vivono più vicini al cantiere.

Toninelli in via Fillak 25 giugno

L’incontro è avvenuto al presidio di via Capello, angolo via Fillak, dove in questi mesi sono arrivati anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini. Oggi pomeriggio Toninelli sarà al cantiere ovest per la prima gettata di cemento della futura pila 9 del nuovo ponte.

“Queste persone non vogliono bloccare le attività di ricostruzione, il loro è un approccio propositivo ma vogliono, come vuole il sottoscritto e come vuole il governo, che questa operazione sia fatta bene – ha detto Toninelli al termine dell’incontro – ho sentito il ministro dell’Ambiente Costa che dovrà occuparsi con Bucci del riutilizzo materiali di risulta e ho assicurato che faremo tutto con la massima attenzione”.

I cittadini sono preoccupati che i detriti, contenenti amianto anche se in piccola parte, oltre ad altre sostanze, possano rappresentare un pericolo per la salute. “Ho assicurato che come avvenuto finora ci saranno tutti i dati open, con la massima trasparenza, non permetterò che si ingenerino paure o ansie magari infondate ma alimentate dall’assenza di informazioni”.

Ai giornalisti che hanno chiesto a Toninelli se non ci sia un po’ di ritardo sull’opera di ricostruzione del viadotto – inizialmente si era parlato di un ponte in 9 mesi – il ministro ha risposto: “Parlava di novembre chi il ponte l’ha fatto crollare, io penso che per la fine dell’anno si potrà vedere la nuova struttura e per la prossima primavera si potrà collaudare. Abbiamo messo a disposizione un miliardo per Genova e creato una struttura commissariale a prova di ricorso”, conclude riferendosi ai ricorsi di Autostrade contro il decreto Genova.