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Ponte Morandi, esplosivo pile 10 e 11. Bucci: “Assemblea pubblica il 17 o 18 giugno”

Al momento non sembra sarà necessario costringere i cittadini della zona a trascorrere la notte fuori di casa. Esplosione tra le 9e30 e le 10 del mattino

Genova. “Lunedì 17 o martedì 18 giugno organizzeremo un’assemblea pubblica con tutti i cittadini della Valpolcevera per mostrare nel dettaglio cosa accadrà con la demolizione con esplosivo delle pile 10 e 11 di ponte Morandi”.

Chi cercava una data per l’incontro pubblico, ora la ha. Ad annunciarla il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, questa mattina a margine di una conferenza stampa. Bucci ha ribadito che la “best option” per l’abbattimento del moncone est è il 24 giugno.

“Contiamo di effettuare lo sgombero tra le 7 del mattino e le 22 di sera – continua Bucci – suggeriamo a chi ne abbia la possibilità di trasferirsi altrove, visto che ci sono anche tre giorni di festa, ma sappiamo che non è possibile per chiunque e garantiremo ricovero e pasti”.

In base ad alcuni calcoli, a seconda di quello che sarà il raggio di evacuazione (tra i 250 e i 500 metri) potrebbero essere interessate dalle 1000 alle quasi 10000 persone. “Al momento le analisi numeriche sull’esplosione – prosegue il sindaco-commissario – ci dicono che non sarà necessario costringere queste persone a passare la notte fuori casa”.

L’acqua sarà la soluzione, declinata in vari modi, per far abbattere le polveri nel modo migliore e più rapido. Acqua dall’alto, da vasche collocate in cima alle pile. Acqua in basso, in trincee nelle quali cadranno i pezzi di ponte. Acqua dai lati, sparata da numerose lance. E poi barriere di protezione alte 10 metri.

“Sappiamo che nel giro di quattro ore dopo l’esplosione – conclude Bucci – avremo lo stesso livello di polveri in aria del pre-esplosione, noi aspetteremo 12 ore, quindi il triplo del tempo necessario, per far rientrare le persone. Io sarò il primo a fare l’ingresso nell’area interdetta”.

Lunedì prossimo dovrebbero intanto arrivare i primi assegni sui conto correnti dei cittadini interferiti dal cantiere, circa 950. Per loro previsti indennizzi a partire da 4 mila euro a nucleo, a seconda della distanza dalla zona rossa.