Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ponte Morandi, dalla riunione tecnica a Roma uno spiraglio per il riuso dei detriti

Dopo l'allarme sullo smaltimento obbligato nato dalla risposta dell'Ispra a una lettera di Città metropolitana

Genova. Si era scatenato anche il vicepremier Matteo Salvini, dicendo che se le opere per il nuovo ponte di Genova avessero avuto un giorno di ritardo per la burocrazia si sarebbe “arrabbiato tantissimo”.

Chissà se dietro a quella che sembra una soluzione, per il problema dello smaltimento dei detriti di ponte Morandi, dipende anche da quella sfuriata e per il tentativo, da parte del governo, di evitare una nuova lite tra le componenti leghista e grillina.

La questione, alle fine, potrebbe risolversi con una nuova richiesta di chiarimenti da parte di Città metropolitana di Genova a Ispra.

Così al termine della riunione svolta oggi a Roma, al ministero dell’Ambiente, con i tecnici di Asl e Arpal e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

L’incontro si è reso necessario dopo l’allarme nato dalla risposta di Ispra a un quesito della Città metropolitana e dove si leggeva che mai le macerie, se contenenti amianto, avrebbero potuto essere riutilizzate.

All’incontro di oggi si è chiarito come il parere negativo fosse legato all’ipotesi di smaltimento in mare, per esempio per realizzare dighe o riempimenti, e per cui sia Ispra sia Arpal avevano evidenziato l’impossibilità di un riciclo.

Per l’uso a terra – e la struttura commissariale vorrebbe servirsi dei detriti per ridisegnare con delle colline il parco che sorgerà sotto il futuro viadotto – sarebbe invece possibile, in base a un’interpretazione della normativa nazionale sui rifiuti, se l’amianto resta entro determinati limiti.

In questo modo si eviterebbe il trasporto all’estero, in una discarica già individuata in Germania, di 120 mila metri cubi di materiale, nonché un extra costo non previsto, in quei termini, dalle aziende demolitrici.

Si apre quindi una nuova discussione tra struttura commissariale e ministero dell’Ambiente, a cui spetterà l’ultima parola sulla materia.