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Polveri, picco di 5000 mg/mc in via Porro dopo esplosione. Per rientri si aspetta secondo monitoraggio

Alle 21,30 dovrebbe arrivare "luce verde" per i rientri, che saranno preceduti dalla pulizia delle strade

Genova. Un picco notevole, di “diverse migliaia” di microgrammi per metro cubo, circa 5000 per l’esattezza, ma comunque inferiore alle aspettative, registrato dalla centralina di via Porro.

Questo il dato della prima rilevazione delle polveri sottili, i Pm10, a cinque minuti dall’esplosioni che hanno abbattuto quello che restava di Ponte Morandi, forniti da Arpal, durante la conferenza stampa di analisi dell’andamento della giornata. Un picco che secondo quanto riportato dal sindaco, nei minuti successivi era già ritornato alla normalità, tanto da far “ben sperare” per il rientro dei cittadini sfollati in serata.

Rientro che sarà deciso con la successiva rilevazione, che valuterà anche la presenza sopra i limiti di legge di eventuale di amianto: se alle 21,30 sarà data luce verde, dopo la pulizia delle strade da parte di Amiu e il sopralluogo del sindaco in persona, verso le 22,30 le persone potranno tornare alle loro abitazioni. In caso negativo sono stati predisposti 1500 posti letto e ricovero per le persone sfollate.

monitoraggio arpal

Le rilevazioni sono state eseguite da quattro punti di monitoraggio, posizionati a 360 gradi rispetto al ponte, affiancati da nove campionatori per l’amianto, installati in collaborazione con l’Ati.

Al momento delle esplosioni il vento, che inizialmente spirava verso sud, aveva cambiato direzione, spingendo la polvere a nord del ponte, verso la Valpolcevera medio-alta. Lì, nei giorni scorsi, erano state attivate della centraline “indipendenti” della rete di monitoraggio “Che Aria che tira”, che hanno registrato ulteriori picchi dieci minuti dopo “il botto”: picchi massimi di concentrazione si sono registrati nelle centraline “Ristori1” (in via Ristori, qualche centianaio di metri a nord del ponte) con PM 10 e PM 2.5 rispettivamente a 769 e 172 microgrammi per metro cubo e per la centralina “Canepari” con PM 10 e PM 2.5 rispettivamente a 276 e 82 microgrammi per metro cubo.

Sempre secondo queste rilevazioni “Ristori1” ha registrato una media oraria di PM 10 importante, come riportato da Federico Valerio, ex dirigente dell’Istituto di ricerca sul cancro e attivista per il diritto alla salute, con 71,78 microgrammi per metro cubo, “collocando la centralina nella zona “nera”, mentre “Canepari” ha registrato concentrazioni pari 45,66 microgrammi per metro cubo di PM 10 , restando poco al di sotto del limite giornaliero imposto per legge”.