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“Occupati di politiche femminili”, consiglieri Lega attaccano collega Pd e poi la querelano

Succede al municipio Medio Levante, dal Partito Democratico levata di scudi nei confronti di Elena Putti

Genova. Il Circolo Pd di Albaro e i gruppi consiliari municipale Medio Levante, comunale e regionale del Partito Democratico esprimono solidarietà e pieno sostegno al consigliere municipale del Medio Levante (e segretario del Circolo di Albaro) Elena Putti.

La giovane consigliera municipale dopo aver denunciato su Facebook un attacco sessista da parte di due consiglieri municipali leghisti – Giorgio Viale e Igor D’Onofrio – è stata querelata da uno dei due, il vicepresidente del “parlamentino” Viale.

“Una vicenda kafkiana, dove chi si difende dagli insulti, segnalandoli pubblicamente, viene intimidito con una denuncia penale”, scrive il Pd, che ripercorre la vicenda.

L’11 luglio 2018 Elena Putti, in qualità di presidente della commissione municipale I, recependo l’invito di alcuni consiglieri di opposizione, convoca, per un’audizione sul sequestro Sechi, due giovani attivisti dell’associazione A.D.eS.SO. e dell’Osservatorio sulle Mafie in Liguria “Boris Giuliano”, incaricati di ricostruire la vicenda.

Lo scopo della commissione è soprattutto capire se il Municipio possa ricevere in affidamento i locali sequestrati. Ma la Lega inizia a fare ostruzionismo e cerca di sabotare in tutti i modi i lavori della Commissione. I consiglieri del Carroccio Viale e D’Onofrio (oggi passato al Gruppo Misto) inviano una serie messaggi di posta elettronica a tutti i consiglieri in cui sostengono che i due attivisti non vadano ascoltati perché non abbastanza autorevoli e perché “di sinistra”.

L’audizione si tiene ugualmente e i consiglieri della Lega, prima di abbandonare l’aula, leggono un documento in cui attaccano personalmente i due giovani e la presidente di commissione Putti. In particolare la invitano a “occuparsi di politiche femminili”. Elena Putti non ci sta e racconta l’accaduto su Facebook.

A distanza di quasi un anno si scopre che per quello sfogo sui social Elena Putti è stata querelata da Viale per la supposta accusa di diffamazione a mezzo social e stampa.

“Oltre all’incredibile risvolto della vicenda – sottolinea il Pd – la vittima di attacchi sessisti che si deve difendere in tribunale per non essere stata zitta e aver reso pubblica la storia, non capiamo perché la Lega abbia provato, in tutti i modi, a impedire che la Commissione si occupasse di un tema assolutamente bipartisan come il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia”.