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Navi delle armi, lunedì all’alba in porto a Genova presidio contro la Bahri Jazan

Imbarcherà i generatori che potrebbero essere utilizzati in ambito bellico lasciati in banchina dalla "sorella" Bahri Yambu. Il Calp alla Cgil: “Dichiari sciopero dopo la pilatesca uscita di scena”

Genova. Un nuovo presidio contro le cosiddette navi delle armi è stato convocato dal Calp per lunedì 17 giugno a partire dalle 5 del mattino davanti a varco Etiopia. A quell’ora infatti dovrebbe attraccare al terminal Gmt la nave saudita Bahri Jazan.

Si tratta della gemella della Yambu, arrivata a Genova il 20 maggio scorso e ripartita senza il carico dei generatori Teknel, dopo lo sciopero dei portuali e la protesta davanti al terminal che accusano la Teknel di fornire materiale bellico all’Arabia Saudita per colpire la popolazione civile in Yemen.

“L’assemblea pubblica convocata ieri sera dal collettivo autonomo lavoratori portuali ha potuto visionare i documenti che dimostrano che le apparecchiature che i portuali si erano rifiutati di imbarcare sulla nave «Bahri Yanbu» sono ufficialmente classificate come armi (categoria 11: Apparecchiature elettroniche) dall’UAMA, Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del Ministero degli Esteri”, si legge in una nota del collettivo che attacca: “l’azienda esportatrice, Teknel di Roma, e l’agenzia marittima rappresentante della compagnia marittima di stato saudita, hanno mentito alla pubblica opinione, all’autorità portuale e alla prefettura di Genova affermando che si trattava di apparecchiature civili”.

Dall’assemblea di ieri, alla quale hanno partecipato diverse decine di persone, è stato lanciato anche un messaggio alla Cgil, colpevole di aver “inopinatamente sottoscritto” in autorità portuale il documento che un paio di settimane fa dichiarava quel carico a uso civile.

“A questo punto, visto che prefettura e autorità portuale avevano dichiarato che per accettare le ragioni dei lavoratori in sciopero occorreva accertare la natura del carico, ebbene esse diano atto pubblicamente che si tratta in via ufficiale di “armi e lo stesso faccia la Cgil ripensando alla sua pilatesca uscita di scena”.

Al momento il sindacato, che il 20 maggio aveva dichiarato lo sciopero, non si è ancora espresso ma non è escluso le che cose cambino nelle prossime ore.