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Navi delle armi, i portuali del Calp scrivono ai lavoratori della Teknel: “La vostra azienda aumenta profitti con armi ma taglia spese personale”

Il Calp in una lettera aperta invita i lavoratori a un incontro per la difesa comune del lavoro

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Genova. Dopo le polemiche sollevate da varie parti politiche e dalla stessa azienda circa le conseguenze sul lavoro del blocco dei carichi di armi della flotta Bahri il collettivo autonomo dei lavoratori portuali scrive ai lavoratori della Teknel: spiegando di essere scesi in sciopero contro le cosiddette navi della guerra “perché abbiamo verificato che la Guardia saudita è un corpo militare impegnato nella guerra civile in Yemen, guerra che è stata indicata dall’ONU come il teatro di una immane catastrofe umanitaria di cui l’Arabia saudita è uno dei principali responsabili” scrivono.

“Inoltre abbiamo verificato che le apparecchiature spedite fanno parte dei lotti di produzione per i quali la Teknel ha chiesto espressa autorizzazione al Ministero per l’esportazione di materiale militare. Nonostante ciò, abbiamo dovuto assistere alla farsa delle dichiarazioni della vostra direzione che ha cercato in tutti i modi nascondere la verità sulla natura militare della spedizione di fronte all’autorità, al sindacato e all’opinione pubblica, creando una situazione di inganno insostenibile per i lavoratori, oltre che per la legge”. I portuali chiariscono di aver voluto scrivere ai lavoratori della Teknel “perché siete lavoratori come noi e la vostra direzione e alcuni politici ci hanno accusato di danneggiare con questa esportazione anche la vostra occupazione. Insomma di mettere in pericolo il vostro posto di lavoro”.

“È questo un problema serio che non pretendiamo di affrontare in due righe né di risolvere da soli noi portuali la grande questione della riconversione industriale di pace dei siti di produzione militare. Noi diciamo però che anche su questo tema l’azienda non dice tutta la verità. Abbiamo letto i bilanci della vostra azienda e abbiamo visto che si trattava di un’azienda che produceva generatori solo per il mercato civile fino a qualche anno fa quando ha deciso di passare al militare che offre margini di ricavo e di profitto molto più alti. Infatti dal 2016 al 2018 sono cresciuti il fatturato (+59%) e gli utili (+100%), mentre l’occupazione diretta è rimasta invariata (13 addetti). Tuttavia le spese del personale sono diminuite (- 4%), alla faccia della tutela e della valorizzazione dell’occupazione decantata dalla vostra direzione”.

Non solo. L’invito dei portuali del Calp è a vigilare sul futuro: “La TEKNEl nel 2018 ha acquistato per soli 5000 euro una fabbrica in Portogallo, la KSIM Lda, per cui ha immediatamente ottenuto dal governo portoghese la licenza per le produzioni militari. Data la convenienza dei salari portoghesi rispetto a quelli italiani viene logico da pensare che la TEKNEL più che alla tutela dell’occupazione italiana diretta si stia muovendo per l’esternalizzazione in Italia e soprattutto per la delocalizzazione in Portogallo”.

“Restiamo in ogni caso pronti a incontrarci – concludono – e a discutere con voi apertamente, insieme ai rispettivi sindacati, da lavoratori a lavoratori onestamente, senza gli inganni di coloro che profittano sul nostro lavoro e che si fanno scudo della nostra occupazione quando gli conviene ma già sono pronti a eliminarci se hanno l’occasione di aumentare i loro utili”