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Nave delle armi, le associazioni cattoliche: “Genova non sarà complice della guerra, città aperta alla pace”

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Genova. Dalla Caritas alle Acli, dagli scout dell’Agesci all’azione cattolica: sono una trentina le associazioni cattoliche che si uniscono con una nota alla protesta contro l’arrivo domani a Genova della nave saudita Bahri Jazan.

Ancora una volta, come già accaduto per il precedente arrivo in Porto della Bahri Yanbu lo scorso 20 maggio, con le nostre associazioni chiediamo con forza che le Autorità locali competenti si adoperino per impedire l’attracco della nave in porto ed evitare, così, un atto ingiusto che violerebbe la Costituzione, i trattati internazionali e le nostre leggi”.

Dopo aver richiamato gli ordini del giorno contro l’esportazione di armi destinate al conflitto in Yemen votate nelle scorse settimane dai consigli regionale e comunale, le associazioni ricordano “anche il richiamo del Papa che, solo qualche giorno fa, il 10 giugno, ha denunciato l’ipocrisia di un’Europa che chiude i porti alle persone e li lascia aperti alle armi”.

“Ci uniamo alle altre voci che si sono levate da diversi ambiti di una città che dimostra di mantenere un cuore aperto e vigile – concludono – di non volere in alcun modo essere complice della guerra e che conferma la propria vocazione alla pace. Ancora una volta chiudiamo il porto alle armi e apriamo la città alla Pace”.