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Lirica for dummies: Madama Butterfly al Teatro Carlo Felice

L'opera di Puccini è in scena dal 14 al 20 giugno

Genova. Sedotta e abbandonata, per di più con un figlio. Ahinoi di storie simili, al mondo ce ne sono tante, ma se a raccontarle si mettono Giacomo Puccini (musica) e il duo Luigi Illica-Giuseppe Giacosa (libretto), sono destinate a entrare nella storia, anche se la prima (il 17 febbraio 1904 alla Scala di Milano) fu un flop. Madama Butterfly è l’ultima proposta della stagione di opera e balletto 2018-2019 del Teatro Carlo Felice, in attesa delle proposte estive.

Resterà in scena dal 14 al 20 giugno (ore 20 tranne il 15 e il 16 giugno alle 15.30, pausa lunedì 17).

Anche in questo caso, come abbiamo avuto modo di vedere nell’altra opera pucciniana proposta in cartellone quest’anno (Tosca), siamo di fronte a una protagonista donna che ama in modo assoluto e – spoiler – alla fine preferisce la morte alla delusione.

Andiamo con ordine. Ecco la trama in breve dei tre atti in cui è divisa l’opera, che è ispirata al dramma teatrale “Madame Butterfly” di David Belasco da un racconto di John Luther Long.

L’ambientazione è in Giappone, a Nagasaki agli inizi del Novecento. Cio-Cio-San (soprano) che in giapponese significa più o meno “signorina farfalla”, ha 15 anni e dopo la morte del padre è stata costretta a diventare una geisha. La ragazzina, nella speranza di un riscatto, sposa Pinkerton (tenore), ufficiale della marina americana. Diseredata dallo zio Bonzo (basso) perché con il matrimonio rinnega cultura e famiglia, la giovane sposa si affida completamente al marito.

Pinkerton, lo scopriremo presto, in realtà non è così innamorato. Una volta partito per gli Stati Uniti, nonostante la promessa di fare ritorno a casa, si risposa con l’americana Kate. A consentirlo sono proprio le leggi giapponesi dell’epoca.

La pur breve relazione è tuttavia sufficiente per mettere al mondo un figlio.

Nonostante i tentativi di vari personaggi di convincere Butterfly a trovare un altro marito, la ragazzina è incrollabile nella propria fiducia nei confronti di Pinkerton, che sì torna, ma tre anni dopo e con la nuova moglie.

Non contento, l’uomo , supportato dal console degli Usa Sharpless, cerca di convincerla a cedergli il figlio per farlo crescere alla maniera Occidentale negli Stati Uniti.

A questo punto anche Butterfly capisce che la sua storia d’amore in realtà era un’illusione e allora decide un’uscita alla “giapponese”: si trafigge con un pugnale cerimoniale dopo aver messo a dormire il figlio.

I brani celebri

L’opera è costellata da una partitura musicalmente speciale. Puccini studiò accuratamente non solo gli usi e i costumi giapponesi, ma anche la musica, facendola “sua”. L’aria più famosa è “Un bel dì vedremo” cantata da Butterfly nel secondo atto, in cui immagina il ritorno di Pinkerton. Qui è cantata da Renata Tebaldi

Nel primo atto (e non solo) si può ascoltare uno stralcio dell’attuale inno statunitense, che all’epoca era solo l’inno della Marina. Precede l’aria di Pinkerton “Dovunque al mondo”, ossia il manifesto delle intenzioni dello yankee. Qui l’interprete è Enrico Bartolini

A caratterizzare l’opera anche il “coro a bocca chiusa” del secondo atto, un momento di pura emozione

Allestimento e cast

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), sarà la bacchetta di Giuseppe Acquaviva, esperto pucciniano che, oltre a essere il direttore artistico, questa volta ricopre per il lirico genovese il ruolo di direttore d’orchestra.

Il Teatro Carlo Felice propone Madama Butterfly nell’allestimento del Teatro Astana Opera andato in scena nell’aprile 2016 con la regia dell’attore e regista Lorenzo Amato (che offre una visione di Cio-cio-san come donna in crisi di identità), le scene sono firmate da Ezio Frigerio, maestro della scenografia di fama mondiale e i costumi sono stati realizzati dal premio Oscar Franca Squarciapino.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Maria Teresa Leva e Keri Alkema (Cio-cio-san), Raffaella Lupinacci e Carlotta Vichi (Suzuki), Stefan Pop e Ragaa El Din (F.B. Pinkerton), Stefano Antonucci e Sundet Baigozhin (Sharpless), Didier Pieri (Goro) e John Paul Huckle (Lo zio Bonzo).