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Legge regionale sui parchi impugnata dal governo, deciderà la Corte Costituzionale

Il provvedimento era già stato duramente contestato all'atto dell'approvazione in consiglio regionale

Genova. Il governo, su proposta del ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani, ha deliberato di impugnare presso la Corte Costituzionale
alcuni articoli della legge regionale della Liguria in materia di aree protette n. 3/2019 (pubblicata il 3 maggio scorso), che aveva fatto molto discutere perché  secondo l’opposizione e le associazioni di tutela dell’ambiente, apportava robusti peggioramenti alla disciplina del settore e riduceva la superficie di vari parchi regionali liguri.

I rilievi del consiglio dei ministri, su cui dovrà ora esprimersi la Consulta, riguardano parti significative e sostanziali della “riforma” della disciplina regionale dei parchi e delle riserve naturali liguri.

“L’assessore regionale ai parchi , agricoltura e caccia Stefano Mai colleziona,a assieme ai propri uffici,  la quarta impugnativa di una legge regionale in materia di beni naturali da lui proposta al consiglio regionale, di cui una del dicembre 2017 già oggetto di una sentenza di illegittimità – afferma Augusto Atturo, che segue il settore aree protette per conto di Italia Nostra – assieme a Wwf e Legambiente era stato inoltrato un dettagliato esposto ai ministeri competenti a pochi giorni dalla pubblicazione del provvedimento, che aveva suscitato forti proteste dell’associazionismo ambientalista.

I punti critici che verranno  esaminati dalla Consulta riguardano: la ri-perimetrazione d’imperio, con legge regionale,  dei parchi di Antola (ridotto di circa 400 ettari) , Aveto, Beigua ed Alpi Liguri, avvenuta scavalcando  le procedure partecipative degli enti  parco e i piani del parco già in vigore; l’illegittima possibilità di affidare la sorveglianza dei parchi a soggetti volontari privati anziché a guardaparco; modifiche alla disciplina del funzionamento amministrativo delle aree protette  ignorando gli statuti già esistenti degli enti parco;  l’illegittima depenalizzazione delle violazioni più gravi ai regolamenti dei parchi, la prevaricazione dei piani dei parchi da parte di altri strumenti di pianificazione urbanistica.

“Durante il dibattito sulla legge abbiamo più volte ribadito che questa violasse alcuni principi di costituzionalità. Una legge di cui avevamo chiesto la sospensione dell’iter in consiglio regionale, per poterla aggiornare mantenendo le priorità a tutela del territorio e della biodiversità. Seguiremo l’iter fiduciosi che possano essere ripristinati i confini sottratti alle aree Parco, recuperate le aree protette del savonese e ripristinati gli iter di gestione amministrativa degli stessi che la nuova legge viola”. Commentano cosi, unitariamente, i presidenti regionali del Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf.

“Avevo promesso che mi sarei impegnato per fermare la legge regionale che riduce la superficie dei parchi liguri e sopprime tutte le aree protette della provincia di Savona per favorire le lobby dei costruttori e dei cacciatori, in spregio alla tutela ambientale del nostro bellissimo territorio. Oggi mantengo la promessa fatta ai cittadini – dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Simone Valente – il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale fortemente voluta da Toti che, oltre a essere dannosa dal punto di vista economico e della tutela ambientale, contiene numerosi profili di illegittimità costituzionale. Ringrazio il ministro Costa per il grande impegno con cui ogni giorno tutela l’ambiente del nostro Paese”.

“Ora si volti pagina – aggiungono i consiglieri regionali del M5S – gli obiettivi da portare a casa sono tanti. Si intraprenda al più presto la strada virtuosa dell’istituzione di parchi interregionali; si proceda con la rapida nazionalizzazione del Parco di Portofino, allineandosi il più possibile alle indicazioni Ispra sui 15 mila ettari, i 20 comuni coinvolti e i 40 tipi di habitat differenti da proteggere. Proprio ieri il ministro dell’ambiente M5S Sergio Costa ha confermato 85 milioni di euro per i parchi nazionali per attuare finalmente azioni contro i cambiamenti climatici e vincere la sfida sul clima”, ricordano i consiglieri. La Liguria diventi capofila nella direzione più volte sostenuta dallo stesso ministro Sergio Costa di costruire un’Italia Paese Parco: dove i Comuni che intendono entrare in un’area protetta avranno tutta una serie di benefici e di incentivi burocratici, fiscali e infrastrutturali in chiave di sviluppo sostenibile attento alle micro e piccole realtà imprenditoriali locali, capace di rilanciare anche un turismo di qualità”.