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Ex collaboratore di giustizia freddato a Chiavari, il labiale del presunto assassino: “Ho imboscato tutto” foto

L'omicidio premeditato dal 2018. L'assassino è il compagno della ex amante di Orazio

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Genova. “Ho imboscato tutto”: è stata la lettura del labiale effettuata nella gioielleria della compagna, ex amante di Orazio Pino, a fornire alla polizia la prova fondamentale che Sergio Tiscornia è l’autore dell’omicidio dell’ex collaboratore di giustizia. Tiscornia ne parla con un famigliare della donna, in riferimento al fatto che la polizia non ha trovato l’arma del delitto.

Fondamentale in questo senso è stata la collaborazione dell’associazione sordomuti di Genova. Insieme a questo elemento fondamentale è stata l’analisi delle telecamere della zona che mostrano come il presunto assassino, la sera del 23 aprile, dopo aver lasciato il suo Porter Piaggio all’interno di un parcheggio a Cogorno, era salito a bordo della autovettura di un’amica di vecchia data e insieme alla donna era andato sul luogo del delitto. E’ sceso dall’auto alle 19.35 e un’ora dopo manda un messaggio alla donna per farsi recuperare.

Ancora, gli accertamenti della polizia scientifica attraverso la tecnica dello stub hanno consentito di accertare la presenza di residui di polvere da sparo lato passeggero anteriore destro sulla macchina guidata dalla donna e al cui fianco sedeva appunto Tiscornia.

Il movente, in base alle indagini della squadra mobile coordinata dal dirigente Marco Calì, sembra possa essere riconducibile a ragioni di tipo sentimentale ed economiche, infatti la vittima e l’attuale compagna del Tiscornia, una donna colombiana, qualche anno fa avevano intrecciato una relazione sentimentale e alcuni rapporti economici. In seguito alla fine della storia amorosa, anche i rapporti economici si erano deteriorati. La donna, che sosteneva che la vittima gli aveva rubato 100 mila da allora si sentiva oppressa e minacciata dall’ex. Secondo quanto trapelato dalle indagini però lo stesso Tiscornia avrebbe prestato 20 mila euro alla attuale compagna per consentirle di rimettere in piedi un’attività dopo la presunta appropriazione indebita da parte dell’ex collaborazione di giustizia.

La donna, Adriana Hernandez, aveva presentato ben due denunce contro Orazio: la prima nel gennaio 2018 al commissariato di Chiavari, la seconda, il 26 marzo di quest’anno, presso i carabinieri di Chiavari per appropriazione indebita e minacce da parte di Pino Orazio

A parte la posizione dell’amica italiana del 50 enne: anche per lei il pm Chiara Saracino aveva chiesto l’arresto, ma il gip ha rigettato la misura in quanto non è provato se lei quando ha accompagnato l’amico nel parcheggio nel supermercato fosse a conoscenza della volontà omicida dell’uomo, che in base alle indagini aveva partorito l’idea dell’assassinio fin dal 2018.

Il gip nell’ordinanza spiega come Tiscornia si sarebbe fatto paladino dei diritti della Hernandez, che odiava profondamente Orazio.

Importanti anche diverse intercettazoni ambientali. Nel primo caso parlando con l’amante dice “che la pg non ha trovato le scarpe verdi che indossavo quella sera e che ho imboscato”. L’uomo si è liberato anche dei guanti che in un’altra intercettazione si vanta di aver utilizzato perche “non resta il palmo”