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Esplosione ponte Morandi, Bucci incontra gli abitanti ai confini del cantiere: “Vogliamo risposte”

La riunione precederà quella che dovrà essere una vera e propria assemblea pubblica in Valpolcevera il 17 giugno

Genova. Chiedono una data certa, il significato delle analisi sul rischio – soprattutto quello legato alla presenza, seppure minima, di amianto, vogliono sapere in quanti, il giorno dell’esplosione delle pile 10 e 11 di ponte Morandi, dovranno allontanarsi dalla propria casa e dal proprio quartiere. “Vogliamo fare il punto, ora vogliamo risposte”, dicono.

Domani pomeriggio a palazzo Tursi una delegazione dei comitati degli abitanti ai confini della zona rossa sarà ricevuti dal sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci. L’incontro precederà quella che dovrà essere una vera e propria assemblea pubblica, in Valpolcevera (probabilmente a Certosa), il 17 giugno.

L’incontro di domani sarà una prima occasione per fare il punto e per capire quale sia la direzione da prendere per la gestione della popolazione residente. Le aziende dell’ati dei demolitori hanno proposto alla struttura commissariale un raggio di interdizione completa durante la giornata dell’esplosione di 250 metri circa, oltre una zona “cuscinetto” di altri 100 metri di raggio in cui si potrà restare ma con le finestre e persiane chiuse. In questo caso le persone che dovrebbero essere evacuate secondo alcuni calcoli sarebbero intorno alle 1500.

Il sindaco Bucci, però, avrebbe fatto pressione sulle aziende affinché possano estendere il raggio off limits, per ulteriore precauzione. E qui inizia il balletto delle cifre: la protezione civile comunale calcola fino a 4000 evacuati. Cittadini che, quindi, dovrebbero allontanarsi dal quartiere dalle 7 del mattino alle 10 di sera circa.

Chi non potrà essere ospitato da amici o dedicarsi a “gite fuori porta” (si pensi ai tanti anziani, persone sole o disabili) potrà essere accolto in strutture pubbliche e avere gratuitamente pranzo e cena. Chi avrà bisogno di assistenza e cure sarà portato in strutture ospedaliere o alberghi già la sera prima.

Nella settimana che si apre dovranno sciogliersi tutti i dubbi. Sono previste nuove riunioni della commissione esplosivi per verificare tutti i dettagli dell’esplosione che, sì, per ora resta fissata al 24 giugno. Domani, lunedì, nuovi test sull’uso della dinamite e sulle misure per l’abbattimento delle polveri nella ex cava dei Camaldoli.