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Esplosione Morandi, al via la collocazione della dinamite: a preoccupare ora è il super caldo

Attesi 35 gradi per venerdì, giorno dell'abbattimento. Alcuni cittadini temono che possano inficiare l'effetto dell'acqua utilizzata per abbattere le polveri

Genova. In attesa dell’arrivo da Madrid – oggi, ma più verosimilmente domani – del detonatore elettronico ultra sofisticato che permetterà di controllare al microsecondo l’esplosione del moncone est di ponte Morandi (sì, tutti ci stiamo chiedendo come sia possibile che in una settimana non sia ancora arrivato), proseguono le operazioni propedeutiche all’abbattimento con dinamite, fissato a questo venerdì 28 giugno.

Intanto la scorsa settimana sono stati effettuati i monitoraggi dell’aria (pm10 e fibre di amianto) che costituiranno il “bianco” per decidere il rientro nelle case dopo l’esplosione. Ciò significa che è sulla base di quei risultati che si valuterà la qualità dell’aria quasi in tempo reale. Dopo l’esplosione si attenderanno circa 3 ore e si campionerà l’aria nei 9 punti di monitoraggio allestiti a nord e sud del ponte, dopo altre 6 ore si potranno avere i primi risultati in tempo – almeno è quello che si spera – per le 22, ora prevista per il rientro delle persone nell’area evacuata.

Domani inizia invece la collocazione dell’esplosivo, una tonnellata e quattrocento chili di dinamite inviata a Genova da Cuneo. Gli esplosivisti della Siag e dell’esercito hanno tre giorni di tempo per installare le cariche all’interno dei buchi praticati nel calcestruzzo del Morandi, un’operazione che sarà effettuata in massima sicurezza e con l’interdizione del cantiere a tutti gli altri operai e addetti.

In questa settimana che si preannuncia impegnativa qualche chiarimento in più, alla popolazione di Sampierdarena e Certosa, potrà arrivare dalle due assemblee pubbliche tecniche fissate per mercoledì 26 (18, scuola Caffaro in via Gaz, 19e30 centro civico Buranello).

La “nuova” preoccupazione dei cittadini è ora il meteo. Per venerdì si attendono temperature fino a 35 gradi e deboli venti di favonio (caldi, ma da nord a sud). Qualcuno teme che queste condizioni possano inficiare il sistema di mitigazione del rischio polveri basato principalmente sull’uso di acqua. L’ideale sarebbe stato un clima umido con qualche debole pioggia e assenza di vento.