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Cinghiali in città, la lettera di una mamma di Quezzi

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Genova.  L’emergenza cinghiali torna alla ribalta delle cronache grazie alla lettera aperta, rivolta al sindaco e alle autorità competenti. che ci ha inviato una lettrice. Una mail che, ancora una volta, documenta quella che è una situazione di difficoltà che affligge principalmente i quartieri collinari genovesi, cioè la presenza di cinghiali che hanno invaso il territorio urbano.

“Ieri sera io, mia figlia dodicenne e mio marito – scrive la nostra lettrice – ci siamo fermati a mangiare fuori. Tornando a casa in macchina piuttosto tardi ci siamo imbattuti in due mamme cinghiale con i loro piccoli che passeggiavano in via al Poligono di Quezzi. In un primo momento ci siamo divertiti ad osservarli dalla macchina poi, però, una volta parcheggiato è venuto il momento di tornare a casa e l’unico modo era quello di attraversare le felici famigliole mentre si recavano a pasteggiare presso i bidoni dell’immondizia posti proprio all’imboccatura del vialetto che conduce ai portoni dei palazzi”.

“Arrivati in prossimità delle creature, una delle mamme ha iniziato ad osservarci indispettita grugnendo in modo minaccioso – prosegue –  Siamo tornati velocemente alla macchina e mio marito ci ha accompagnate il più vicino possibile al portone, in modo che io e mia figlia, piuttosto spaventata per l’accaduto, potessimo andare a casa in sicurezza. Ha posteggiato  la macchina ed ha aspettato che le famigliole si distraessero iniziando a devastare gli appetitosi sacchetti della spazzatura che trasbordavano dai bidoni. Poiché non era più possibile imboccare il vialetto a piedi senza indispettire gli animali, ha dovuto scavalcare una ringhiera e saltare giù da un muretto per poter finalmente raggiungere la nostra abitazione”.

“A noi piacciono molto gli animali – sottolinea – ma questa situazione sta diventando insostenibile. Dovrebbero rimanere nel bosco, non popolare strade e letti dei fiumi. Mi chiedevo chi si stia facendo carico di risolvere questa situazione che mi sembra sia già sfuggita parecchio di mano a chi di dovere da qualche anno.  Ogni estate si vedono mamme con almeno 2 o 3 piccoli che crescono sapendo che la spazzatura è un ottimo modo veloce di procurarsi del cibo”.

“La devastazione che lasciano dopo il pasto è uno spettacolo disgustoso che sempre più spesso ci accoglie la mattina quando si esce presto per andare al lavoro, passando prima che gli addetti dell’AMIU possano riordinare (un grazie per il lavoro aggiuntivo che svolgono al loro passaggio per dare nuovamente alla nostra Quezzi un aspetto decoroso e civile). Dobbiamo aspettare che accada qualcosa di spiacevole – conclude la lettera-  per vedere attivarsi chi di dovere?”